Non solo: Conte ha anche accusato Meloni di andare a Washington da Biden per “aggiornamenti sulle istruzioni”, e ha chiesto l’avvio immediato di negoziati di pace. “Ce l’ha col Presidente della Repubblica? – ha poi aggiunto sempre riferendosi a Pisa – lo dica chiaramente se ha il coraggio. O allora lo neghi. Perché siccome stiamo interpretando così le sue parole, lei lo neghi e dica: ‘non ce l’ho’. Se lascia tutto così, nell’ambiguità, credo sia anche vigliacco da parte del presidente del Consiglio”.
Quindi l’affondo contro il governatore uscente Marsilio: “Non si può guidare una regione in smart working”, riferendosi alla ‘romanità’ di Marsilio contrapposta alla abruzzesità dello sfidante di centrosinistra Luciano D’Amico. Sul raddoppio della Roma-Pescara ha poi detto: “Io mi sarei vergognato da presidente del Consiglio, a qualche giorno dal voto, a rifinanziare un definanziamento che era stato colpa del Governo”. Che l’Abruzzo sia al centro del dibattito politico lo ha confermato anche Matteo Salvini, che da Lecco ha invece sparso ottimismo: “Sono assolutamente fiducioso e secondo me in Abruzzo si vince e si vince bene”, ma proprio in tema di elezioni ha voluto ribadire la sua idea sul terzo mandato. Dovrebbero essere i cittadini a decidere, ma “se siamo i soli a pensarla così ne prendo atto anche se sarebbe una limitazione di scelta e democrazia per i cittadini”.
Nell’intensa giornata di campagna elettorale va registrato pure il botta e risposta tra Marsilio e la neo presidente della Sardegna: “Todde in Abruzzo per aiutare D’Amico? Avrei preferito vederla quando era sottosegretario alle attività produttive e bisognava risolvere i problemi delle nostre aziende, ma il governo non ci ha dato una mano”. Immediata la replica: “Marsilio mi attacca dicendo che ero assente da sottosegretaria? Dovrebbe chiederlo ai sindaci abruzzesi, alle parti sociali, ai lavoratori del territorio che ho incontrato e ricevuto tutte le volte che ho convocato i tavoli di crisi al MiSE”.
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