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Ci siamo occupati di questa parola la prima volta in piena ondata Covi ed era per sottolinearne l’uso, forse eccessivo, come metafora e non in contesti per i quali era nata (la seconda guerra mondiale, la guerra in Vietnam, la guerra in Afghanistan). Piuttosto, in uso disinvolto del discorso quotidiano: la guerra all’inflazione, la guerra dei sessi, la guerra al virus. Ed è in questo senso che è stata usata in tante canzoni per esempio, compresa quella in cui Francesco De Gregori chiedeva ‘E adesso dimmi quando finirà la guerra?’ con riferimento al clima sociale di metà anni ’70 in cui poteva capitare che il pubblico fermasse l’esibizione di un cantautore aggredendolo fisicamente e minacciandolo di morte, come capitò proprio a lui nel 1976.

L’invasione dell’Ucraina da parte dei russi ci aveva riportato alla cruda realtà dell’uso concreto di questa di questa parola, spingendoci a riproporla. La guerra a Gaza, seguita all’attacco di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre 2023 e la minaccia nucleare del Putin pre-elettorale e tuttora impantanato in Ucraina a distanza di oltre due anni ci fanno tornare ancora su questa parola.

 Ascolta “Guerra (pubblicata nell’aprile 2022)” su Spreaker.

 Perché ne abbiamo fatto una metafora-chiave del modo di pensare e quindi di esprimerci? Perché ci viene facile parlare di vaccini come armi e trincee? E perché torniamo ad usare una delle espressioni più controverse degli ultimi decenni e cioè ‘guerra giusta’? Sembra che questo sia iscritto nel destino e nell’evoluzione della nostra stessa storia. Secondo il filosofo Emanuele Severino, scomparso nel gennaio del 2020, la guerra non è questa o quella, non è una guerra particolare ma è addirittura il modo in cui l’Occidente guarda le cose. Sulla questione dell’Occidente torniamo tra un attiamo ma intanto vediamo come Severino spiega la sua affermazione. Avendo rinunciato alla verità assoluta, l’Occidente avrebbe liberato il cosiddetto gioco delle volontà di potenza dando quindi al nostro pensiero e al nostro modo di agire la forma strutturale della guerra: se c’è volontà e se c’è potenza non può che esserci contrapposizione costante. Che poi si svolga con cannoni e bombe atomiche, con operazioni di spionaggio e avvelenamenti o raffiche (per restare alle metafore belliche) di fake news (che, come vediamo ogni giorno, sono parte integrante anche della guerra vera), è soltanto un cinico dettaglio dello spirito dei tempi.

 

Ecco perché non possiamo non dirci guerrieri. Anche se, per capire la differenza tra Occidente e Oriente, ammesso che ancora oggi questa differenza ci sia, basta mettere accanto i due più celebri trattati sulla guerra, quello del cinese Sun Tsu e del generale prussiano Carl von Clausewitz: il primo punta su tecniche dissuasive e ingannevoli, il secondo sull’annientamento violento dell’avversario. Nonostante questo, l’orientale Sun Tsu è spesso impiegato nella occidentalissima strategia di pianificazione aziendale e citato più spesso dai diavoli della finanza d’assalto che dai Navy Seals. Ma chi, all’origine della nostra storia, ha insegnato al mondo come fare la guerra, cioè i Romani, la chiamava in un altro modo: bellum. Curiosamente, la parola che invece è prevalsa è proprio quella dei nemici e dei distruttori del più grande impero dell’antichità occidentale. Guerra deriva infatti dal germanico werra ed è una parola barbara, introdotta dai popoli del Nord che ridussero l’impero romano a poco più di un deserto. Ha un suono più indicato per quello che vogliamo esprimere ancora oggi e in origine significa mischia, confusione.

Ecco forse perché, inconsapevolmente, ci piace così tanto usarla anche a proposito del coronavirus o in altri contesti non bellici, e perché facciamo un uso così generoso di parole derivate usando termini come guerriero e guerriera ogni volta che si tratta di sottolineare l’approccio alla vita di qualcuno, magari alle prese con una malattia. La realtà è che, evidentemente, come ha spiegato Severino, non possiamo farne a meno: nessuno, come dice un altro filosofo che ogni tanto citiamo, Friedrich Nietzsche, ‘salta oltre la propria ombra’. Nonostante il fatto che l’uso di questa parola in certi contesti, come è stato sottolineato, non solo diventi sempre più improprio ma addirittura impedisca un approccio corretto alla ‘battaglia’ che si deve sostenere, distogliendoci da quegli elementi di conoscenza che ci permettono di vedere per esempio la malattia per quello che è e dunque di demitizzarla, come è stato ricordato in un bell’articolo pubblicato sul sito di Wired da Francesca Modena citando Susan Sontag, la scrittrice americana autrice fra l’altro di ‘Malattia come metafora’ e ‘L’Aids e le sue metafore’.

Certo guerra non sembra la parola più adatta alle festività pasquali così come non sembrava adatta oltre un anno fa a quelle natalizie. Eppure una delle canzoni più dolci e cantate da 50 anni a questa parte è proprio quella ‘Happy Xmas’ che ha come estensione del titolo ‘War is Over’, la guerra è finita, uscita dalla penna e dal genio di una coppia che quelle metafore proprio non le amava: John Lennon e Yoko Ono.

 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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