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Le trattative per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani proseguono su un ottovolante ormai da settimane. Un accordo prima del Ramadan, a meno di svolte improvvise, appare al momento ancora difficile, con Hamas che sembra temporeggiare e nonostante le pressioni crescenti su Israele che arrivano anche dagli Stati Uniti: la vicepresidente Kamala Harris ha invocato “un immediato cessate il fuoco di almeno 6 settimane”, attirandosi le critiche di parte del governo di unità israeliano.

L’Egitto, dove da due giorni si tengono i colloqui con i mediatori Usa e Qatar ma senza Israele, ha parlato in mattinata di “progressi tangibili” nei negoziati. Poi la frenata di Hamas secondo cui “non ci sono reali progressi” perché, è la versione della fazione palestinese, Israele non dà “risposte chiare” riguardo, in particolare, al cessate il fuoco, al ritiro dalla Striscia di Gaza e al ritorno degli sfollati. Hamas “insiste su queste richieste prima di prendere qualsiasi posizione sugli ostaggi israeliani”, ha fatto sapere un alto funzionario della fazione palestinese. Ma qui arriva il corto circuito: Hamas chiede la liberazione di un certo numero di detenuti palestinesi, compresi 20 condannati all’ergastolo, per il rilascio degli ostaggi, ma sostiene al tempo stesso di non sapere quanti rapiti siano ancora vivi né dove si trovino. “Fino ad ora non abbiamo presentato alcuna lista” di nomi a Israele, perché “prima di tutto, tecnicamente e praticamente, ora è impossibile sapere esattamente chi è ancora vivo e chi è stato ucciso a causa dei bombardamenti israeliani o chi è morto per fame a causa del blocco israeliano”, ha spiegato in un’intervista alla Bbc, Basim Naim, funzionario politico di Hamas. Anzi, nella sua visione, la tregua invocata servirebbe proprio a rintracciarli: “Si trovano in zone diverse, tenuti da gruppi diversi, e quindi abbiamo chiesto un cessate il fuoco per poter raccogliere le informazioni”, ha dichiarato.

Non è la prima volta che Hamas sostiene di aver perso le tracce di ostaggi, rapiti da altri gruppi armati della Striscia o uccisi nei raid israeliani, creando una macabra suspense, soprattutto tra i familiari in attesa di riabbracciarli, per giocare al rialzo nell’avanzare richieste in cambio del loro rilascio: tra le ultime anche quella di un rientro graduale della popolazione civile a nord di Gaza, con circa 500 famiglie al giorno per tutta la durata della tregua. Ora “la palla è nel campo di Israele”, ha fatto sapere Hamas, che pretende una “risposta decisiva” entro il Ramadan, che comincerà domenica 10 marzo. Il tutto nel silenzio di Yahya Sinwar, il capo di Hamas a Gaza che dovrebbe avallare l’eventuale accordo e che, secondo il Wall Street Journal, da almeno una settimana non comunica con i vertici impegnati nei negoziati, forse nel tentativo di ritardare l’intesa alla prossima settimana e aumentare le tensioni proprio durante il mese sacro per i musulmani.

Anche in Israele le frange più dure del governo di emergenza, l’estrema destra di Bezalel Smotrich e di Itamar Ben Gvir, si oppongono a un cessate il fuoco e attaccano Benny Gantz, anche lui membro del gabinetto di guerra, volato negli Stati Uniti “su sua richiesta” e senza il consenso del premier Benyamin Netanyahu. “Gantz è un anello debole” nel governo e “si presta al gioco dell’amministrazione Biden: in pratica sostiene il loro progetto per la costituzione di uno Stato palestinese”, ha tuonato il ministro delle Finanze e leader di Sionismo Religioso, intimando all’ex premier ed ex capo di stato maggiore di esprimere solo posizioni in linea con quelle del governo.

Di fronte ai ritardi dell’Onu nel condannare gli stupri commessi da Hamas il 7 ottobre, Israele ha intanto richiamato il suo ambasciatore al Palazzo di Vetro, Gilad Erdan, per consultazioni. Subito dopo proprio le Nazioni Unite hanno diffuso un rapporto in cui si afferma che vi sono “buone ragioni per credere” che vi siano state violenze sessuali durante gli attacchi ai kibbutz e si parla di “informazioni chiare e convincenti” secondo le quali alcuni degli ostaggi a Gaza sarebbero stati violentati. Mentre l’Idf è tornato ad accusare l’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi, di complicità con i terroristi palestinesi: secondo l’esercito israeliano, sono oltre 450 gli impiegati dell’organismo delle Nazioni Unite che “appartengono a organizzazioni terroristiche della Striscia di Gaza”.

L’Unrwa da parte sua ha accusato le autorità israeliane di aver torturato alcuni membri del suo staff durante gli interrogatori e ha cercato di difendersi, davanti all’Assemblea generale, dalle denunce che le sono già costate il congelamento dei finanziamenti di diversi Paesi, in un momento drammatico per la popolazione palestinese. Anche l’Italia intanto sta lavorando “per coordinare e favore l’invio di aiuti umanitari”, con il lancio dagli aerei o con i camion attraverso il valico di Rafah, ha fatto sapere il ministro degli Esteri Antonio Tajani, auspicando una riunione dei rappresentanti delle agenzie Onu presenti a Roma “nei prossimi giorni”. 

“Smantellare l’Unrwa significherebbe sacrificare “un’intera generazione di bambini”, ha detto in serata il capo dell’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Philippe Lazzarini all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Smantellare l’Unrwa è miope. Così facendo, sacrificheremo un’intera generazione di bambini, seminando il seme dell’odio, del risentimento e del conflitto futuro”, ha aggiunto. 

 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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