La Guardia di Finanza di Treviso
ha sequestrato nel territorio provinciale denaro e beni immobili
per 220mila euro su richiesta della magistratura tedesca, nei
confronti di quattro trevigiani, titolari di gelaterie e
ristoranti in Germania.
I destinatari del provvedimento risultano coinvolti in alcune
indagini dall’agenzia statale fiscale tedesca sull’utilizzo di
un software, sviluppato da una società friulana, che consente di
modificare i dati memorizzati nei registratori di cassa,
diminuendo così gli importi degli incassi giornalieri.
Grazie a questo espediente, gli imprenditori trevigiani in
Germania non solo hanno pagato imposte minori rispetto al
dovuto, ma hanno anche commesso frodi tributarie, che sono
perseguite penalmente a Berlino. Per recuperare le tasse evase,
la Procura tedesca ha attivato le procedure di cooperazione
giudiziaria, che permettono agli Stati Europei l’automatico
riconoscimento dei provvedimenti di sequestro e confisca,
chiedendo quindi all’Italia di colpire i beni che i quattro
trevigiani, anche se iscritti nell’anagrafe della popolazione
residente all’estero, posseggono nel nostro Paese.
Il Tribunale di Treviso, ritenendo la condotta degli indagati
assimilabile alla frode tributaria prevista dalle norme
nazionali, ha riconosciuto i provvedimenti di sequestro emessi
dalla magistratura tedesca, ordinando il sequestro cautelare.
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