Per quanto riguarda l’Ucraina, ci si aspetta che i 27 trovino una quadra sugli aiuti militari per Kiev attraverso il Fondo Europeo per la Pace e si compiano passi in avanti sull’uso dei profitti degli asset congelati russi. Per quanto riguarda il Medio Oriente, invece, vi è l’ambizione di trovare “conclusioni comuni” (al momento i leader sono fermi alla richiesta di “pause umanitarie” che portino a una tregua) e sono già da mettere in cantiere “discussioni difficili“.
“Ci sono ancora molti argomenti divisivi ma anche un ampio terreno comune”, nota una fonte diplomatica. L’attenzione, a quanto si apprende, si concentrerà sulla condanna di Hamas, sul rispetto del diritto internazionale, sul cessate il fuoco, sulla liberazione degli ostaggi, sull’accesso umanitario, sull’UNRWA e sui finanziamenti umanitari, sulla soluzione dei due Stati e sul “giorno dopo”, sulla sicurezza regionale (anche nel Mar Rosso) e sulle sanzioni (sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti Budapest continua a porre il veto).
Il capitolo sicurezza sarà invece dominato dalle proposte della Commissione sulla strategia per la Difesa (nome in codice EDIS ed EDIP) appena presentata, che verrà incardinata nei gruppi di lavoro a inizio aprile. La presidenza belga è impegnata a lavorare con “la necessaria urgenza” per far sì che i lavori sul punto procedano il più possibile prima della fine della legislatura. Molti Stati membri hanno poi in mente le relazioni e le prospettive transatlantiche e la necessità di “ripensare la cooperazione Ue-Nato“.
Detto questo, la marcia per la costruzione dei lavori del vertice è appena iniziata dunque è prematuro parlare delle possibili bozze di conclusione. Si sa però che tra le ‘varie ed eventuali’ ci sarà l’agricoltura. La Commissione presenterà una serie di proposte ai leader dopo il Consiglio Agrifish di febbraio e prima di quello di marzo.