L’edificio al numero 50 della rue d’Amsterdam a Parigi è un tipico palazzo ottocentesco della capitale francese. A dispetto dello stile è al confine della modernità. Da alcuni giorni ospita il nuovo centro di ricerca di Google dedicato all’ intelligenza artificiale . Presente all’inaugurazione in febbraio era anche il numero uno del gruppo americano, Sundar Pichai, che ha annunciato gli obiettivi della società: formare 100mila nuovi professionisti francesi da qui alla fine del 2025. Parigi sta diventando la piazza europea dell’intelligenza artificiale.
Già nel 2018 il governo francese pubblicava un piano strategico sul futuro delle nuove tecnologie. Le cifre hanno il merito della chiarezza. Google ha seguito l’esempio di Ibm, Meta, Samsung o Fujitsu. Oggi Parigi conta 5mila ricercatori attivi nell’intelligenza artificiale (da solo il nuovo centro di ricerca della società californiana ne conta più di 300), e le aziende nel settore sono fra le 400 e le 500, secondo le ultime stime delle autorità francesi. È di questi giorni l’accordo tra la start-up francese Mistral e il gigante americano Microsoft. Come spiegare questo straordinario sviluppo?
Isabelle Ryl è la direttrice dell’ Istituto Prairie di Parigi, un centro interdisciplinare di ricerca e formazione nell’intelligenza artificiale: «Credo che molto abbia a che fare con la formazione universitaria. Storicamente la Francia è molto forte nelle scienze matematiche e informatiche, due materie cruciali in questo campo. Un circolo virtuoso si è messo in moto, con l’arrivo di aziende straniere associate a un mondo accademico spesso all’avanguardia». Dietro a un atteggiamento talvolta borioso i francesi possono essere incredibilmente ambiziosi e terribilmente efficaci.
Alle porte di Parigi ha visto la luce nel 2019 il polo universitario di Paris Saclay , tutto dedicato alle materie scientifiche. La classifica dell’Università Jiao Tong di Shanghai lo piazza al secondo posto al mondo in matematica e al terzo posto al mondo in fisica. C’era un tempo nel quale le grandi scuole francesi erano orgogliosamente francofone. Come in altri Paesi, l’inglese ha messo radici, anche nelle scienze sociali. Oggi Sciences Po conta 15mila iscritti, di cui una metà è straniera (1.100 gli americani). Si stima che gli studenti universitari a Parigi siano quasi settecentomila.
A dire il vero la Francia non è nuova nel tentare di modellare il futuro. Nel 1963 inaugurò la sua prima centrale nucleare. Nel 1969 contribuì alla nascita del primo aereo supersonico per il trasporto di passeggeri, il Concorde. In un rapporto del 1977, Simon Nora e Alain Minc gettarono le basi del Minitel, un primo assaggio di ciò che diventerà Internet. Nel 1979, dalla base di Kourou partì il primo razzo Ariane, poi utilizzato da altri Paesi per il lancio in orbita di satelliti. Nel 1981, entrò in funzione il primo treno ad alta velocità Tgv, tra Parigi e Lione.
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