L’anno scorso Pistorius aveva già lasciato intendere di avere in mente il “modello svedese”: nel Paese scandinavo tutti gli studenti vengono esaminati alla fine del percorso scolastico perché ne venga testata l’idoneità. Successivamente l’esercito si rivolge miratamente circa al 10% dei ragazzi e ragazze per proporgli l’uniforme. Ma secondo i media tedeschi è una percentuale altissima, per la Germania: significherebbe reclutare 40mila nuovi soldati ogni anno. Invece ne servono tra i 3.000 e i 4.000 secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro a margine della recente Conferenza di Monaco.
Intanto Pistorius è intervenuto anche sulla bufera che sta scuotendo da giorni la politica tedesca: il Taurusgate, la pubblicazione russa di un’audio rubato a un pugno di ufficiali della Bundeswehr. Quel leak è imputabile a «un errore umano» e non a una falla nella sicurezza, ha scandito il ministro. Uno dei generali si sarebbe collegato dalla fiera dell’Aviazione di Singapore. «Un banchetto, per i servizi segreti russi», ha aggiunto: «A un evento del genere e negli alberghi che ospitano i partecipanti avvengono intercettazioni mirate». Insomma, nella pesca a strascico russa di conversazioni registrate di nascosto, una sarebbe andata a segno. Un errore «grave», quello di collegarsi da Singapore, ma «dalle conseguenze modeste», secondo Pistorius. Che si è detto «molto arrabbiato» per l’episodio.
Interpellato da Repubblica, il responsabile Esteri della Spd, Nils Schmid, spiega il senso del leak russo: «Putin vuole seminare dubbi sulla necessità di sostenere l’Ucraina. E vuole spaventare i cittadini tedeschi paventando il rischio di una guerra che non ci sarà: è chiaro che la Germania e altri Paesi della Nato non saranno mai coinvolti direttamente nella guerra. Seminare terrore fa parte della strategia di Putin per indebolire il sostegno dell’Occidente all’Ucraina. Ciò include anche la ripetuta minaccia di armi nucleari. Ma sono mosse che non hanno mai scosso il nostro sostegno negli ultimi due anni e non lo faranno nemmeno in futuro».
Schmid difende la scelta del cancelliere – criticatissima da parte della sua stessa maggioranza e nelle ultime ore anche dal Regno Unito – di non fornire missili Taurus a Kiev: «Vale la parola del cancelliere». Ma il parlamentare socialdemocratico dice esplicitamente che «non è escluso che le forniture di Taurus arrivino in futuro». Nelle scorse settimane la maggioranza semaforo ha approvato una mozione sull’invio di armi in Ucraina. E Schmid ricorda che in quella mozione, discussa perché piuttosto vaga, sono inclusi i missili Taurus. «Sono contenuti implicitamente nella mozione del Bundestag. Peraltro abbiamo visto in passato che la Germania ha ripetutamente rivisto e aumentato la fornitura di armi». Berlino era partita due anni fa con l’invio di 3.000 elmetti e nel frattempo fornisce sui carri armati Leopard ed è diventato il più generoso sostenitore dell’Ucraina dopo gli Stati Uniti.
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