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Il cambiamento climatico sta picchiando alla porta delle Langhe, e il mondo del vino è in fermento. E se il modo in cui coltiviamo il Nebbiolo, l’orgoglio dei rossi piemontesi, dovesse cambiare per sempre? E se il Barolo e il Barbaresco uscissero dai finora rigidi steccati imposti da pregio e qualità di questo vino? Ed è davvero una questione di salvare il più nobile dei nostri rossi oppure un escamotage per produrre di più?

E’ un dibattito che si sta facendo rovente quello di questi giorni nelle terre del Barolo. E se appare difficile – per i non addetti ai lavori – capire perché il dibattito sia così feroce, ci vengono in aiuto alcuni dati. Intanto l’impatto sull’economia piemontese, per cui la percentuale di Barolo e Barbaresco destinati al mercato nazionale è, rispettivamente, del 19,5% e del 30,8%: tutto il resto va per l’export, con addirittura il 19% negli Stati Uniti.

Consideriamo che il settore vinicolo in Piemonte conta per un giro d’affari annuo di quasi un miliardo e mezzo di euro, ma i produttori – in un’area limitatissima, per cui qui e solo qui il Nebbiolo può diventare Barolo o Barbaresco – sono solo undici e concentrati in duemila ettari fra Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba, parte del territorio di Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi e Verduno. 

Recentemente, il valore di un ettaro destinato a Barolo o Barbaresco ha raggiunto – e superato – i 2 milioni di euro (quindi fatti i conti sull’intero territorio della Docg superiamo i 4 miliardi di euro) La produzione massima di uva Nebbiolo a ettaro di vigneto è di 8mila chili, pari a 54,4 ettolitri e 7.253 bottiglie. Dunque, più terreni “abili” significa più valore e soprattutto più bottiglie? 

In questa contesa abbiamo da un lato il Consorzio di tutela di Barolo e Barbaresco, che è il propositore di questa audace manovra: eliminare il divieto di impianto di filari di Nebbiolo sui versanti collinari esposti a nord. Questi erano finora considerati inadeguati per produrre vini di qualità. Tuttavia, data la crescente minaccia del surriscaldamento globale sui vigneti più esposti al sole, questa mossa potrebbe offrire una possibilità agronomica supplementare per i produttori.

Dall’altro lato abbiamo alcuni dei produttori più storici e blasonati, come Maria Teresa Mascarello, Marta Rinaldi, Alfio Cavallotto, Maurizio Rosso, e molti altri, hanno espresso il loro dissenso. La preoccupazione è che questa mossa possa stravolgere una intera economia e alterare l’unicità di un territorio già abbondantemente piegato al monovitigno.

Il dibattito si infiamma. Il presidente del Consorzio, Matteo Ascheri, sottolinea l’importanza di adattarsi al clima che cambia: “Non possiamo stare fermi ad aspettare la pioggia. Nessuno vuole più bottiglie, ma più qualità“. Alfio Cavallotto, titolare dell’omonima cantina di Castiglione Falletto mette in guardia contro cambiamenti affrettati e non basati su prove scientifiche. Il cuore del problema è semplice: come affrontiamo il cambiamento climatico senza compromettere l’eredità e la qualità di vini come il Barolo e il Barbaresco? Secondo lui dietro questa proposta c’è “la speculazione di chi ha boschi, noccioleti o vitigni di semplice Dolcetto a nord e, così, fra qualche tempo si ritroverà terreni di ben altro valore. Vogliamo qualche milione di bottiglie in più ma di scarsa qualità?”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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