Medico di base al telefono con un paziente nel suo studio a Roma
“L’allarme sulla carenza dei medici di base – afferma Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe – oggi riguarda tutte le Regioni ed è frutto di un’inadeguata programmazione che non ha garantito il ricambio generazionale in relazione ai pensionamenti attesi. Così oggi spesso diventa un’impresa poter scegliere un medico vicino a casa con conseguenti disagi e rischi per la salute, in particolare di anziani e fragili”.
Prescrizione medica
In attesa della riforma dell’anno 2026
Tenendo quindi conto dei pensionamenti attesi e del numero di borse di studio finanziate per il corso di formazione in medicina generale – evidenzia Gimbe – è stata stimata la carenza di medici di famiglia al 2026, anno in cui dovrebbe “decollare” la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr.
Studio medico paziente (Ansa)
Pensionamenti a 70 anni
Considerando l’età di pensionamento ordinaria di 70 anni e il numero borse di studio messe a bando per gli anni 2020-2023 comprensive di quelle del Dl Calabria per cui si sono presentati candidati, nel 2026 il numero dei mmg (Medici di medicina generale, n.d.r.) “Diminuirà in media di 135 unità rispetto al 2022, ma con nette differenze regionali”. Scrive sempre Gimbe.
La “scure” dei pensionamenti sul Sud Italia
In particolare saranno tutte le Regioni del Sud (tranne il Molise) nel 2026 a scontare la maggior riduzione di medici:
Campania (-384), Puglia (-175), Sicilia (-155), Calabria (-135), Abruzzo (-47), Basilicata (-35), Sardegna (-9,) oltre a Lazio (-231), Liguria (-36) e Friuli Venezia Giulia (-22).
Liste d’attesa
Da Gimbe: la “fotografia” del settore
Tra gli altri dati rilevanti emersi dallo studio Gimbe, “quasi un medico di famiglia su due supera il limite massimo dei 1.500 assistiti”. Lo sottolinea la Fondazione riportando i dati forniti dal ministero della Salute (Riferiti all’anno 2022):
Su 39.366 medici di medicina generale il 47,7% ha più di 1.500 assistiti
-il 33% tra 1.001 e 1.500 assistiti
-il 12,1% da 501 a 1.000
-il 5,7% tra 51 e 500 e
-l’1,5%, meno di 51 pazienti.
Un’infermiera con il volto coperto da mascherina
Le regioni dove gli assistiti “Sono troppi”
In particolare, il massimale di 1.500 assistiti viene superato da più di un medico di medicina generale su due in Emilia-Romagna (51,5%), Campania (58,4%), Provincia Autonoma di Trento (59,1%), Valle D’Aosta (59,2%), Veneto (64,7%).
E addirittura da due su tre nella Provincia Autonoma di Bolzano (66,3%) e in Lombardia (71%).
Medico – Immagin di repertorio
Le “Spie rosse” sull’assistenza
“Questo sovraccarico di assistiti – commenta il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – determina inevitabilmente una riduzione della disponibilità oraria e, soprattutto, della qualità dell’assistenza accendendo “spie rosse” su tre elementi fondamentali: la reale disponibilità di mmg in relazione alla densità abitativa, la distribuzione omogenea e capillare sul territorio e la possibilità per i cittadini di esercitare il diritto della libera scelta”.
Nino Cartabellotta
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