Sono tre i marinai uccisi nell’attacco missilistico degli Houthi contro una nave mercantile al largo dello Yemen. Il ministro degli Esteri britannico discuterà del rafforzamento del sostegno all’Ucraina e degli sforzi per far arrivare più aiuti umanitari a Gaza nei colloqui con la sua controparte tedesca
Si stanno affievolendo le speranze di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco tra Hamas e Israele prima del Ramadan. Lo scrive il New York Times citando fonti vicine ai colloqui mediati dall’Egitto e dal Qatar.
“Non è stato un momento facile cinque anni fa, eravamo stretti tra i liberali e le destre. Oggi il mio messaggio è che il Ppe è tornato”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber al Congresso di Bucarest ribadendo il ruolo dei Popolari “contro chi vuole distruggere lo stato di diritto. E’ quello che è successo in Polonia, con la vittoria di Donald Tusk, che ringrazio”. “Noi siamo il partito pro-Europa, e dobbiamo essere grati a leader del Ppe se abbiamo avuto 70 anni di pace. Noi abbiamo fatto questa Europa”, ha ricordato Weber, sottolineando: “oggi l’Ue è sotto attacco. Ci sono partiti che vogliono distruggerla, come l’Afd. Questa Europa non è perfetta ma è la migliore che possiamo avere ed è per questo che, come partito cristiano-democratico, la difendiamo”. “Come Ppe non coopereremo mai con alcun partito che rifiuta l’Ue, rifiuta il supporto all’Ucraina ed è amico di Putin o rifiuta il ruolo dello stato di diritto”, ha rimarcato Weber.
Gli Stati Uniti potrebbero impedire a Israele di usare armi americane in un’offensiva pianificata nella città di Rafah, nel sud di Gaza. Lo scrive il Washington Post, precisando che il presidente americano Joe Biden e altri funzionari “non hanno preso alcuna decisione sull’imposizione di una condizione legata all’uso delle armi made in Usa. Ma il fatto stesso che i funzionari sembrino discutere di questo passo estremo dimostra la crescente preoccupazione dell’amministrazione per la crisi a Gaza”. “Se Israele lanciasse un’offensiva a Rafah senza proteggere adeguatamente la popolazione civile sfollata, ciò potrebbe far precipitare una crisi senza precedenti nelle relazioni Usa-Israele, coinvolgendo anche le forniture di armi”, ha affermato l’ex ambasciatore americano in Israele Martin Indyk. L’articolo afferma inoltre che gli Stati Uniti sembrano aver accantonato le speranze di un’iniziativa diplomatica che abbini la normalizzazione saudita con un percorso verso uno Stato palestinese. “Dietro la crescente tensione con Netanyahu c’è la sensazione di Biden che Israele non abbia ascoltato gli avvertimenti e i consigli degli Stati Uniti e che il rapporto con gli Usa sia una strada a senso unico”, scrive il Washington Post. “L’amministrazione ritiene infatti di sostenere gli interessi israeliani, a un costo politico considerevole in patria e all’estero, mentre Netanyahu non risponde alle richieste americane. Israele sostiene che qualsiasi spazio tra la politica statunitense e quella israeliana avvantaggia solo Hamas. Ma Israele non scende a compromessi per ridurre questo divario”.
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