“Avete dedicato tempo e impegno a completare il Rapporto Annuale sulle Politiche e le Procedure di Tutela nella Chiesa – afferma il Papa nel discorso -, che vi ho chiesto di preparare. Esso non dovrebbe essere semplicemente un documento in più, ma aiutarci a capire meglio il lavoro che ancora ci attende. Di fronte allo scandalo degli abusi e alla sofferenza delle vittime potremmo scoraggiarci, perché la sfida di ricostruire il tessuto di vite infrante e di guarire il dolore è grande e complessa. Ma non deve venire meno il nostro impegno; anzi, vi incoraggio ad andare avanti, perché la Chiesa sia sempre e dappertutto un luogo dove ciascuno possa sentirsi a casa e ogni persona sia ritenuta sacra”.
“Per vivere bene questo servizio – ha continuato – dobbiamo fare nostri i sentimenti di Cristo: la sua compassione”, “anche noi, impariamolo: non possiamo aiutare un altro a portare i suoi pesi senza metterli sulle nostre spalle, senza praticare la vicinanza e la compassione”. “Siamo chiamati tutti, in particolare le autorità ecclesiastiche – ha quindi esortato – a conoscere direttamente l’impatto degli abusi e a lasciarci scuotere dalla sofferenza delle vittime, ascoltando direttamente la loro voce e praticando quella prossimità che, attraverso scelte concrete, le sollevi, le aiuti e prepari un futuro diverso per tutti”.
Francesco: ‘Non istruire le bambine è una gravissima discriminazione’
“Nel mondo, dove le donne soffrono ancora tante violenze, disparità, ingiustizie e maltrattamenti, e ciò è scandaloso, ancor più per chi professa la fede nel Dio ‘nato da donna’, c’è una forma grave di discriminazione, che è proprio legata alla formazione della donna”. E’ quanto afferma papa Francesco nel discorso letto da un collaboratore durante l’udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale Interuniversitario “Donne nella Chiesa: artefici dell’umano” che si svolge alla Pontificia università della Santa Croce, dal 7 all’8 marzo 2024.
Il Papa ha parlato solo per il tempo necessario ad impartire la benedizione, rivelando una voce molto affaticata e interrotta spesso da colpi di tosse. La donna, ha concluso, “è infatti temuta in molti contesti, ma la via per società migliori passa proprio attraverso l’istruzione delle bambine, delle ragazze e delle giovani, di cui beneficia lo sviluppo umano. Preghiamo e impegniamoci per questo”.
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