L’accordo italo-albanese per la
realizzazione di centri di accoglienza migranti in Albania è
inserito in “scelte che i vari governi hanno fatto e sono un po’
determinate dalla difficoltà di agire in maniera programmatoria.
Certamente quella che sarà poi l’accoglienza delle persone che
effettivamente avranno diritto di restare nel nostro Paese va
fatta nel modo migliore”. Lo ha detto a Trani Virginia Costa,
responsabile del servizio centrale Sai (Sistema di accoglienza e
integrazione), a margine del convegno organizzato per fare il
punto sugli otto anni di attività del progetto sul territorio.
In questi anni di servizio “le criticità sono state
sicuramente molte” perché “è un tipo di settore che risente
anche di alcune vibrazioni politiche – ha aggiunto – però la
cosa che sicuramente è chiara è che non ha un suo orientamento,
quindi resiste ai diversi orientamenti politici. Il fatto di far
stare bene le persone è oggettivamente il tema vincente”. Per
Costa l’auspicio per il Sai è “sicuramente di aumentarne i
numeri per ridurre sempre di più quello che è un sistema
emergenziale che dovrebbe servire solo effettivamente a gestire
quello che è non prevedibile e gli ormai vent’anni che vedono il
sistema in funzione, hanno dimostrato che di imprevedibile non
c’è moltissimo”.
Il Sai è “un sistema radicato sul territorio che gestisce in
maniera ordinata e programmata l’accoglienza di chi viene in
Italia a cercare protezione, ed è un’iniziativa molto importante
perché fa luce sulla realizzazione a livello locale di un
sistema nazionale. E questo dimostra – ha proseguito Costa – che
in tutte le parti d’Italia, con le caratteristiche e le
prerogative di ogni singolo territorio, con le risorse che
possono essere messe in campo, con il profilo anche
dell’amministrazione o dell’associazione che danno vita
all’attività, c’è un’omogeneità”. “Il principio comune di questo
progetto è che si lavori in maniera integrata sul territorio non
solo fra servizi ma anche con la popolazione locale per creare
non soltanto buona accoglienza ma anche una buona convivenza”,
ha concluso Costa.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA