Nel 2023 sono aumentate le persone
che si rivolgono alla Caritas di Torino per chiedere un aiuto.
Su circa 25mila, infatti, il 53% è rappresentato da nuovi
accessi mai incontrati prima e in quasi un caso su quattro si
tratta di lavoratori poveri. È quanto emerge dai dati raccolti
dall’Osservatorio torinese della Povertà e delle Risorse, resi
noti in occasione della XXXV Giornata Caritas, durante il
convegno “Comunità fraterne riflesso di carità”, che si è tenuto
oggi, sabato 9 marzo, al centro congressi del Santo Volto.
Lo scorso anno i pasti erogati nelle mense sono stati
220mila, 17mila le distribuzioni di generi alimentari e 12mila
le spese consegnate negli empori solidali. Sono 113 i progetti
sostenuti dal fondo otto per mille, 32 dei quali dai territori
delle periferie urbane. La sola rete Caritas vede in Piemonte
una presenza di 31 volontari ogni 100mila abitanti.
“La carità e la gratuità sono l’espressione più bella del
nostro essere donne e uomini – ha spiegato l’arcivescovo di
Torino, mons. Roberto Repole – Spesso ci fanno credere che
quello che conta davvero è altro: il successo, magari anche la
prepotenza nei confronti degli altri e il denaro. Invece, quello
che di noi conta alla fine è quello che abbiamo donato. Il fatto
che ci siano tante e tanti che donano del loro tempo e delle
loro energie, ma anche dei propri averi per venire incontro ai
bisogni degli altri e per entrare in una relazione umana con i
bisognosi, è l’espressione più bella del nostro essere uomini”.
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