Sono parole forti quelle di Papa Francesco. “Credo che è più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare. E oggi, si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali” dice. La guerra in Medio Oriente? “La fanno due, non uno. Gli irresponsabili sono questi due che fanno la guerra” afferma. Sottolinea come “a volte gli interventi umanitari servano a coprire il senso di colpa”. E mette l’accento su chi parla di difesa, “ma poi bombarda gli altri”.
Dietro una guerra c’è l’industria delle armi
Come rispondono i potenti della terra al Papa quando chiede la pace? “C’è chi dice: è vero, ma dobbiamo difenderci. E poi ti accorgi che hanno la fabbrica degli aerei per bombardare gli altri. Difenderci no, distruggere. Come finisce una guerra? Con morti, distruzioni, bambini senza genitori. Sempre c’è qualche situazione geografica o storica che provoca una guerra…Può essere una guerra che sembra giusta per motivi pratici. Ma dietro una guerra c’è l’industria delle armi, e questo significa soldi”. “Mi diceva l’economo, un mese fa – mi dava il rendiconto di come stavano le cose in Vaticano, sempre in deficit – mi diceva: lei sa dove oggi gli investimenti danno più reddito? La fabbrica delle armi. Tu guadagni per uccidere. Più reddito: la fabbrica delle armi”. “Terribile la guerra. E non esiste una guerra bianca. La guerra è rossa o nera”. “Io questo lo dico sempre: quando sono stato nel 2014 al Redipuglia ho pianto. Poi lo stesso mi è successo ad Anzio – racconta -, poi tutti i 2 novembre vado a celebrare in un cimitero. L’ultima volta sono andato al cimitero britannico e guardavo l’età dei ragazzi. Terribile. Questo l’ho detto già, ma lo ripeto: quando c’è stata la commemorazione dello sbarco in Normandia, tutti i capi di governo hanno celebrato quella data ma nessuno ha detto che su quella spiaggia sono rimasti ben 20 mila ragazzi”.