(di Alessandra Baldini)
Il flop della cerniera di Emma
Stone, i muscoli scolpiti di John Cena nudo sul palco. Billie
Eilish bibliotecaria griffata Chanel, le piume degli indiani
Osage. In mezzo a tanto prevedibile nero, il tappeto rosso degli
Oscar ha riservato sorprese.
Emma Stone tanto per cominciare: sta per salire sul palco del
premio per la migliore attrice in Povere Creature! in un Louis
Vuitton con balza menta pallido e si accorge che la cerniera ha
ceduto. “L’eccitazione di vedere Ryan Gosling che ballava per
Barbie”, ha spiegato imbarazzata l’ex Bella Baxter che con il
marchio eponimo di Lvmh ha un contratto da testimonial da 2
milioni di dollari l’anno: la serata di ieri non è stata la
miglior vetrina per questo tipo di collaborazione.
Nel film di Yorgos Lanthimos, premiato per i costumi di
scena, Emma è in realta’ spesso nuda ed è forse stato per una
libera associazione (volontaria o meno) che a presentare la
cinquina finale del miglior Costume Design sia stato un John
Cena senza veli: una citazione, memorabile ma solo per gli
spettatori più attempati, del passaggio di uno streaker nel
1974, mentre un impassibile David Niven stava annunciando
l’Oscar a Elizabeth Taylor. “Il corpo maschile non è uno
scherzo”, ha detto il wrestler usando la busta dei candidati
come foglia di fico.
Il red carpet è da anni uno strumento per mettere in luce,
attraverso i simboli della moda, l’identità delle star in
passerella. Come per Lily Gladstone, la star di Killers of the
Flower Moon sconfitta da Stone, che ha indossato un Gucci
disegnato dal nuovo direttore creativo della griffe, Sabato De
Sarno, in collaborazione con l’artista nativo Joe Big Mountain:
la lavorazione di piume tradizionali ricamate sullo scollo e la
cappa di velluto di accompagnamento evocavano le stelle di una
notte nelle praterie.
L’Oscar delle scarpe più bizzarre è andato al cast di
Godzilla che avevano dinosauri abbarbicati ai talloni, quello
per l’abito più esagerato è stato di Ariana Grande in un enorme
Giambattista Valli Haute Couture rosa confetto che ha reso
omaggio al personaggio di Glinda da lei interpretato in Wicked.
Gli abiti parlano più delle parole e raccontano storie come
per lo Schiaparelli di Emily Blunt dalle spalline che
letteralmente sembrava tenessero sollevata la star di
Oppenheimer. Blunt ha un contratto da ‘ambasciatrice’ di
Tiffany: ed ecco la scollatura con in bella evidenza un collier
da sei carati e gli orecchini in parure.
Gosling a sua volta ha fatto la sua parte per Barbie quando
ha cantato e ballato I’m Just Ken sul palco in uno smoking rosa
shocking di lustrini. In ‘rosa Barbie’ anche America Ferrera:
l’abito scintillante era un Versace Atelier che aveva richiesto
400 ore di lavorazione.
Molti i gioielli ma anche le spillette rosse che hanno
veicolato il messaggio politico della tregua a Gaza: create dal
gruppo Artists4Ceasefire, sono state portate in passerella da
Mark Ruffalo, Billie Eilish, Ramy Yousef, Mark Ronson e Ava
duVernay.
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