Dopo settimane di attesa e di
incertezze, la televisione pubblica Kan ha presentato la scorsa
notte ‘Hurricane’, la canzone che Eden Golan che porterà a
maggio all’Eurovision Song Contest di Malmo (Svezia) in
rappresentanza di Israele. È giunta in sostituzione di ‘October
Rain’, un testo che il mese scorso era stato trovato inopportuno
dagli organizzatori dell’European Broadcasting Union (Ebu)
perché poteva apparire un riferimento, anche vago, alla guerra a
Gaza.
Su suggerimento del capo dello Stato Isaac Herzog – che Dà
grande importanza alla partecipazione di Israele ai maggiori
eventi internazionali – gli autori, pur mantenendo la melodia
originale, hanno modificato le parole che sono state infine
approvate dall’Ebu. Il nuovo testo, in inglese, ricalca comunque
quello precedente e si conclude con alcune righe in ebraico:
‘Non occorrono parole grandi/ solo preghiere/ anche se è
difficile vedere/ tu mi lascerai sempre una piccola luce”.
“Vista la situazione in cui ci troviamo – ha detto a Kan Avi
Ohyon, uno degli autori – abbiamo scelto di presentare non una
vivace canzone pop, bensì una ballata in stile Anni Novanta,
ispirandoci a Bon Jovi e Aerosmith. L’idea era di esaltare la
voce di Eden”. Riguardo alle polemiche sul testo originale
l’altra autrice, Keren Peles, ha affermato che in ‘Hurricane’ il
testo scritto ha un’importanza secondaria “rispetto alla voce di
Eden, al suo urlo carico di dolore”.
Le stazioni radio israeliane hanno accolto ‘Hurricane’ con
grande favore. Più tiepido il critico musicale di Haaretz
secondo cui erano più tipiche di Israele le canzoni delle
edizioni precedenti dell’Eurovision: ‘Toy’ di Netta (2018) e
‘Unicorn’ di Noa Kirel, nel 2023.
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