“Sarei cauto nelle dichiarazioni perché i dati sono altalenanti. Credo che la partita sia ancora aperta. Dalle sezioni vediamo anche altro rispetto alle proiezioni. Secondo me è ancora presto. Prima di parlare di risultati o di quasi risultati dobbiamo aspettare un bel po'”. Lo afferma il coordinatore regionale del M5S Abruzzo, Gianluca Castaldi, il primo a rilasciare una dichiarazione ufficiale nel comitato elettorale di Luciano D’Amico. Alla domanda se Marsilio dovrebbe aspettare a rilasciare dichiarazioni, Castaldi risponde “può darsi che lui abbia dei mezzi maggiori dei nostri”.
Pd, M5s e gli alleati confidavano nella capacità di convincere gli indecisi, quegli elettori tentati dall’astensione. Se così fosse stato, il numero degli elettori che sono andati alle urne sarebbe dovuto risultare più alto. Con la vittoria di Marsilio, il centrodestra riuscirebbe a gelare gli entusiasmi della segretaria Pd Elly Schlein e del presidente del M5s, Giuseppe Conte, che confidavano di proseguire il percorso iniziato con la vittoria in Sardegna, accolta due settimane fa come il segnale di un cambio di rotta. L’obiettivo delle forze del campo largo era infatti quello di alimentare la corsa verso le europee di giugno, dopo l’abbrivio del successo della candidata sull’isola Alessandra Todde. Tanto più che il campo largo che sostiene D’Amico è il più largo possibile: in Abruzzo corrono assieme Pd, M5s, Avs, Azione, Iv, +Europa, Psi e Abruzzo insieme.
Prevedibile che anche sulla nascente coalizione si riapra un dibattito, dopo il crescente entusiasmo delle scorse settimane anche fra i più scettici del M5s. Con la vittoria di Marsilio, il centrodestra può invece rimettere indietro le lancette e tornare a puntare sull’onda delle politiche vinte a ottobre 2022, con la nascita del governo di Giorgia Meloni. A far concentrare le attenzioni della politica nazionale sull’Abruzzo è stata soprattutto la dinamica del voto in Sardegna, con la vittoria un po’ a sorpresa di Todde, che fino a poco tempo prima era data in netto svantaggio. Stesso film in Abruzzo, con i sondaggi che hanno registrato un graduale assottigliamento della distanza fra il favorito Marsilio e lo “sfidante” D’Amico.
Come successo in Sardegna, anche in Abruzzo per la campagna elettorale sono arrivati tutti i leader nazionali, compresa una discreta serie di ministri. Per il centrodestra si sono presentati insieme a Pescara la presidente del consiglio Giorgia Meloni, il segretario della Lega Matteo Salvini e quello di Forza Italia Antonio Tajani, oltre a Lorenzo Cesa (Udc) e Maurizio Lupi (Noi Moderati). Volenti o nolenti, anche i leader del campo largo hanno seguito lo stesso schema della Sardegna: tutti impegnati, ma ognun da sé, perché D’Amico, come Todde, ha voluto dare un’impronta regionale alla sfida. Così sia il presidente del M5s Giuseppe Conte sia la segretaria del Pd Elly Schlein sia il leader di Azione Carlo Calenda hanno fatto tour elettorali, ma con agende separate. Anche Todde è arrivata in Abruzzo a dare man forte a D’Amico. A differenza di quello sardo, in Abruzzo il voto è stato un tuffo nel bipolarismo più puro. Non solo perché i candidati erano solo due, senza altri incomodi: per dire, in Sardegna Renato Soru, sostenuto da Calenda e Matteo Renzi, è stato comunque una spina nel fianco di Pd e M5s, mentre in Abruzzo, D’Amico ha l’appoggio anche di Azione e Iv. Ma soprattutto perché il sistema elettorale prevede un voto secco, senza quella possibilità di disgiunto che in Sardegna ha favorito il campo largo, con molti elettori che hanno messo la croce sui simboli di centrodestra e poi sul nome di Todde. Col raffinarsi dei dati dello spoglio in Abruzzo, i partiti potranno anche valutare pesi e rapporti di forza dentro le coalizioni: nel centrodestra la Lega spera di tenere la posizione, mentre Forza Italia punta a sorpassarla e FdI a consolidare sempre di più il primato. Nel campo largo la partita è sulla leadership della possibile alleanza: in Sardegna il Pd ha doppiato il M5s, ma in Abruzzo, alle ultime regionali e alle politiche del 2022, il M5s ha ottenuto risultati migliori del Pd.
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