Dopo il no secco lo scorso maggio a Carlo Fuortes, perché la candidatura dell’ex Ad Rai era “troppo politicizzata”, sono stati fatti alcuni nomi, fra cui quello del sovrintendente della Fenice Fortunato Ortombina e del presidente Siae Salvo Nastasi, e sono rimbalzati nomi anche di possibili direttori artistici come Peter de Caluwe, ma non c’è stato nulla di ufficiale. Ciascuno è dato con quotazioni fluttuanti come i titoli in borsa. E lo stesso Fuortes, dopo una breve parentesi al San Carlo di Napoli, è al momento senza incarico, pur essendo stato indicato come sovrintendente dal Consiglio di indirizzo del Maggio fiorentino, ma nuovamente con coté di polemiche. Sala ha incontrato a cena il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che non ha mai nascosto di volere un cambio, e soprattutto – dopo tre sovrintendenti stranieri – una guida italiana. Ma l’ipotesi di prorogare, almeno un paio d’anni, Meyer, non pare del tutto accantonata, anche perché il decreto che pone il limite dei 70 anni per i dirigenti, anche stranieri, non dovrebbe valere per la Scala che ha uno status autonomo rispetto alle altre fondazioni liriche.
La questione nella prossima riunione del cda non è all’ordine del giorno, anche se questo non esclude che se ne parli. Comunque i tre consiglieri incaricati di fare una valutazione su possibili candidati non si sono nemmeno incontrati. Sala a fine febbraio ha detto che con Sangiuliano c’è “intesa” sul dossier, ma ha spiegato che serve ancora un po’ di tempo. Ma per i sindacati il tempo è agli sgoccioli. “La situazione va sbloccata – commenta Nicola Cimmino della Cisl -. Ci sono problemi che vanno affrontati e non solo l’ordinaria amministrazione. C’è bisogno già da ora di un sovrintendente che abbia piani poteri anche sul futuro”. “Abbiamo aspettato pazientemente tutte le date che ci hanno indicato per risolvere il nodo del sovrintendente: prima il 7 dicembre, poi Natale e poi fine gennaio per risolvere il nodo del sovrintendente, ma ora basta. Il teatro ha bisogno di certezze”, aggiunge Paolo Puglisi della Cgil. Ora, ha scritto il sindacato nella lettera in cui ha riconosciuto il lavoro svolto con Meyer in tempi difficili, serve una “governance stabile” con una “visione di lungo periodo”. Insomma, è d’accordo la Fials, bisogna fare una scelta “in tempi abbastanza brevi, anche su una eventuale proroga”, ma una scelta che sia “autorevole – avverte Giuseppe Nastasi -, fatta in base a capacità e valore. Non dovrebbe essere una discussione politica per dare qualcosa a qualcuno, deve essere una scelta per il bene del teatro”.
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