Spezzare il filotto negativo: dopo tre sconfitte consecutive tra Serie A e Champions League, la Lazio si vede costretta a vincere con l’Udinese in primis per risollevare il morale. Sono state settimane complicate per Maurizio Sarri e i suoi uomini: in campionato, la squadra è stata sconfitta in tre delle ultime uscite (Bologna, Fiorentina e Milan) e il ko contro i rossoneri ha lasciato anche strascichi polemici per il discusso arbitraggio di Di Bello.
L’eliminazione dalla Champions per mano del Bayern Monaco (che era stato battuto all’andata) era considerata un’eventualità, ma anch’essa non è stata priva di rammarichi per l’occasione sciupata da Immobile che avrebbe potuto indirizzare la gara. I capitolini, noni in classifica a 11 punti dal Bologna quarto, sanno che guadagnarsi un posto nell’Europa che conta della prossima stagione è impresa complicatissima, per non dire impossibile: le concorrenti sono tante e alcune (gli stessi felsinei e la Roma) non paiono rallentare.
Ma come ha detto Sarri ai microfoni ufficiali della Lazio, “bisogna trovare motivazioni per risalire la classifica, perché in campionato abbiamo fatto meno di quanto possiamo”. Con l’Udinese, in piena lotta per non retrocedere (è quindicesima), il mister laziale sarà però costretto a scelte obbligate, viste le contemporanee assenze di Pellegrini, Marusic e Guendouzi per squalifica (tutti espulsi contro il Milan) e di Patric e Rovella per infortunio. Davanti all’intoccabile Provedel troverà spazio una linea formata da Lazzari, Gila, Romagnoli e Hysaj; a centrocampo Vecino è favorito su Kamada per affiancare Cataldi in cabina di regia e Luis Alberto. Il tridente offensivo è quello titolare: Felipe Anderson-Immobile-Zaccagni, il terzetto che l’anno scorso mise assieme 36 gol complessivi e che quest’anno è fermo a 17. Se ritroveranno la verve, tutta la squadra ne gioverebbe.
E’ quanto i tifosi si augurano accada già contro l’Udinese, un club contro cui la Lazio ha una tradizione molto positiva: 48 vittorie su 101 precedenti, più 26 pareggi e 27 sconfitte.
All’andata finì 2-1 (firmato Pellegrini e Vecino), mentre l’unico successo bianconero negli ultimi dieci anni risale a novembre 2020. Sono numeri che potrebbero dare fiducia alla Lazio, ma che non devono assolutamente farla partire rilassata.
Lo sa bene Sarri, che ieri ha definito una “squadra dura” quella friulana, per poi ribadire di “sentire quotidianamente” la fiducia della Lazio, azzittendo definitivamente coloro che lo vorrebbero in rotta con il presidente Claudio Lotito.
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