In cento anni è stato l’unico
detenuto riuscito ad evadere dal carcere napoletano di
Poggioreale Robert, il 33enne che si è tolto la vita
nell’istituto penitenziario partenopeo di Secondigliano. Su
quello che è il quinto suicidio di un carcerato verificatosi in
poco più di due mesi in Campania interviene, tra gli altri, il
segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (SPP)
Aldo Di Giacomo, il quale ricorda che l’evento luttuoso segue di
poche ore “quello del rapper Jordan Tinti, di soli 25 anni,
avvenuto nel carcere di Pavia”.
Una nuova morte che, dice ancora Di Giacomo, “ci riporta alla
triste realtà quotidiana dei suicidi, 23 in meno di due mesi e
mezzo, di altre emergenze delle nostre carceri”.
In occasione dell’anniversario della Fondazione del Corpo di
Polizia Penitenziaria, ricorda il sindacalista, “il Ministro
Nordio ha tentato di recuperare la sua precedente uscita,
decisamente poco appropriata e che ha provocato polemiche,
durante la quale ha definito i suicidi una ‘questione
irrisolvibile’ e una ‘malattia da accertare'”.
“Questa volta il Ministro – ha sottolineato Di Giacomo – ha
voluto ricordare l’impegno del personale che in silenzio
continua a salvare vite umane intervenendo in tempo per evitare
suicidi. Purtroppo, i due ultimi casi abbassano sempre più l’età
dei suicidi nei penitenziari con una media over 40 e numerosi
over 30 e riguarda i soggetti più fragili che hanno più bisogno
di assistenza, specie psicologica”.
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