“Non c’è spazio per chi vuole fare il furbo ma chi è onesto ed è in difficoltà merita di essere aiutato”, ha detto il presidente del Consiglio.
“Stiamo lavorando per allineare le sanzioni ai parametri europei perché quelle che avevamo erano sproporzionate, illogiche e vessatorie. E anche abbastanza inutili”, ha rimarcato Meloni. “Sono molto fiera che siamo noi a mettere ordine in una materia che per moltissimi anni è stata messa in un cassetto perché troppo complessa” e ad “allineare” l’Italia “ai principali standard europei in ambito fiscale”. Il “vantaggio che abbiamo è il tempo”, con un “orizzonte di legislatura che ci consente di fare cose per bene e nell’interesse degli italiani”, ha proseguito.
Il fisco “è una delle prime materie che abbiamo voluto affrontare approvando una riforma attesa da 50 anni, che ha l’obiettivo di disegnare una nuova idea di Italia più vicina alle esigenze dei contribuenti” e delle “aziende”, ha evidenziato Meloni. “Ci hanno accusato di voler aiutare gli evasori, di allentare le maglie fisco, di nascondere condoni immaginari”, ma la risposta è nei “numeri” con il “2023 che è l’anno record nella lotta all’evasione fiscale con, 24,7 miliardi” entrati nelle casse dello Stato, “4,5 miliardi e mezzo in più rispetto all’anno precedente”.
“Solo con una riforma organica e complessiva” del fisco “si può puntare a uno dei nostri grandi obiettivi, che è quello della riduzione generalizzata della pressione fiscale, che grava su famiglie e imprese”, ha dichiarato.
Il sistema fiscale “deve chiedere il giusto e deve saper usare il criterio del buon padre di famiglia: buon senso e lungimiranza senza sprecare le risorse” raccolte, ha sottolineato Meloni.
“Uno Stato giusto e comprensivo, è uno Stato che non viene più percepito come un avversario, come un nemico, e di conseguenza non merita di essere raggirato. Questa è la scommessa culturale che abbiamo fatto e i dati ci dicono che funziona”, ha continuato.
Il fisco “è uno dei perni attorno cui si costruisce e ruota il tessuto economico della nazione” e deve mettere “chi crea ricchezza” nelle “migliori condizioni per farlo”. Perché “più ricchezza sarà prodotta più lo stato” con le risorse del fisco “potrà far funzionare la macchina pubblica”, “redistribuendo le risorse particolarmente ai più fragili. Questo deve fare un sistema fiscale, che non nasce per soffocare la società”, ha spiegato il premier.
“È bellissima una sanità pubblica che cura indipendentemente da quanti soldi hai in tasca, è bellissima una scuola pubblica che dia istruzione di qualità”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein ha commentato le parole del premier Meloni. “Il governo è impegnato – ha proseguito – a inventare slogan ogni giorno, ma orrendi sono i tagli alla sanità e al welfare che il governo fa e che aumentano le disuguaglianze. Vanno avanti con i tagli alla sanità – ha concluso – ma dovranno rispondere del fatto che le liste di attesa si allungano sempre di più, che per fare una gastroscopia l’attesa è di un anno e mezzo”.
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