Il Consiglio di Stato ha
riabilitato l’interdittiva antimafia contro il Consorzio
Research, società di costruzioni con sede a Salerno capofila
dell’appalto per realizzare lo scolmatore del torrente Bisagno a
Genova, il corso d’acqua che durante le ultime alluvioni ha
provocato più morti nel capoluogo ligure. La decisione rischia
di sospendere per la seconda volta i cantieri, a tre mesi esatti
dal collaudo della nuova talpa realizzata in Cina per scavare la
galleria, il cui arrivo a Genova è previsto ad aprile. Lo stop
al colosso di costruzioni salernitano ha scatenato le reazioni
del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e del
viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi a Genova a
margine della ‘CLIA Cruise Week’.
“La situazione è francamente singolare, il consorzio è stato
considerato mafioso o non mafioso da vari tribunali, Tar e
Procure a senso alternato e abbiamo già fermato e riaperto il
cantiere almeno due volte, – commenta Toti – peraltro con una
denuncia al commissario che ha chiuso il cantiere alla prima
interdittiva, glielo ha riconsegnato quando è stata annullata e
adesso vi è uno nuovo. Abbiamo già convocato l’avvocatura dello
Stato per comprendere come ci dobbiamo comportare, ovviamente
c’è un esigenza di tutela della legalità, ma abbiamo anche
l’esigenza di avere un cantiere che non fa una fermata ogni
quarto d’ora come i treni. Chiederemo all’avvocatura dello Stato
se è necessario risolvere immediatamente il contratto o se
occorre aspettare una nuova pronuncia giudiziaria”.
“Non sono certo un fan del consorzio, credo che all’inizio
bisognava prendere delle direzioni differenti, – sostiene Rixi –
detto questo, bisogna anche che ci sia una giustizia uguali e si
coordinino i tribunali del Paese, non possono esserci
interdittive diversa a seconda del tribunale. Quando si vanno a
fare appalti pubblici bisogna garantire innanzitutto su opere
importanti come lo scolmatore del Bisagno che al primo punto ci
sia la realizzazione dell’opera a salvaguardia dei cittadini”.
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