E penso a quella magnifica Juventus targata Andrea Agnelli, quasi troppo bella per essere vera, che vola sulla testa di tutti per 9 interminabili anni, fino a desiderare di mettersi le ali griffate CR7 per volare sempre più su. Ancora più su. Tanto su da avvicinarsi agli dei e cadere giù, in un baratro lungo oltre tre anni. Penso che rialzarsi è difficile, anzi, ricordo che lo insegna la storia. Quando cominci una riabilitazione non puoi andare in gara, e quando hai completato la riabilitazione non puoi gareggiare con i più forti illudendoti di vincere solo perché una volta correvi talmente forte da sfidare gli dei. Nulla ti è dovuto, tutto è da conquistare con sudore e fatica e qualche errore.
E penso alla Juventus di oggi, quella che si è rimessa in piedi e ha ripreso a correre, tanto da sfidare una squadra che ha un rosa nettamente più forte, profonda ed esperta. I giovani che hanno impensierito campioni esperti e quando hanno pensato di poterli battere si sono scontrati con l’errore di gioventù più classico: quello di volere tutto e subito. Esco di metafora e ricordo cosa mi aspettavo, dopo la passata tormentata e “surreale” stagione, dalla Juventus e cosa la dirigenza chiedeva al suo tecnico: andare in tutti i modi in Champions League. Guardo la classifica e vedo che la missione può già considerarsi raggiunta, a meno di un suicidio. E mi dico: “saranno tutti contenti! La riabilitazione continua…”.
Poi entro sul mondo dei social, ascolto tifosi e addetti ai lavori raccontare la Juve come di una squadra decadente, che ha fallito perché ha lasciato qualche punto per strada, o perché non ha concorso per lo scudetto fino in fondo o perché non gioca bene. Penso alla rosa, giovane e con una qualità da squadra in riabilitazione rispetto a quella piena di talento che volava sulle teste di tutti e mi dico: “mi deve sfuggire qualcosa”.
Questa è la visione, se fossi davvero nato da poco. Ma l’età, purtroppo, oltre a farti sentire più vecchio ti dona l’esperienza e magari ti fai delle domande e ti chiedi: “Come mai arrivano reazioni forti dal club se si mette in discussione chiunque tranne Allegri?”. Magari è solo un caso. “Come mai sembra, e ribadisco sembra per chi vorrà dare a queste mie parole il valore di un’accusa diretta, che alla Juventus quasi faccia comodo che tutte le critiche e le responsabilità ricadano sull’allenatore?”. Forse perché fin quando si darà la colpa all’allenatore nessuno si chiederà come mai questa squadra non può permettersi più i grandi campioni, e nessuno si chiederà e pretenderà di sapere quanto tempo ci vorrà prima di rivederla correre davanti a tutti. Forse perché si darà l’illusione che cambiare allenatore cambierà, come per magia, il passo di una squadra ancora in piena riabilitazione. E nessuno si chiederà se nel club vanno tutti nella stessa direzione o ci si muove ancora in uno stato di disordine che in fondo fa comodo a qualcuno. Ripeto: SEMBRA. Ma non sono nato da pochi anni e neanche tanti di voi.
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