Israele nei giorni scorsi ha aumentato di molto le misure di sicurezza a Gerusalemme e nella Città Vecchia ed ha posto limiti di età all’accesso alla Spianata: misure adottate anche gli anni passati ma che con la guerra in corso a Gaza sono un nuovo motivo di scontro. Hamas si è riferita ai due palestinesi colpiti a morte la scorsa notte, secondo la Wafa, da forze di sicurezza israeliane ad al-Jib, a nord di Gerusalemme. Secondo la radio militare israeliana, i due “erano impegnati nel lancio di bottiglie incendiarie verso automobilisti israeliani”. Altri due palestinesi, sempre secondo la Wafa, sono stati uccisi durante un’operazione dell’esercito israeliano a Jenin, nel nord della Cisgiordania. L’agenzia palestinese ha riferito che “i soldati hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone che si trovava fuori dall’ospedale locale”. Il quinto palestinese ucciso, secondo la polizia, dalla reazione delle forze di sicurezza è un adolescente di 15 anni autore di un attacco con un coltello contro militari ad un posto di blocco di Gerusalemme. Sui negoziati in corso Hamas, in un post su Telegram, ha detto che “non c’è verità nella notizia secondo cui il movimento ha ricevuto un’offerta internazionale per un esteso cessate il fuoco a Gaza e il graduale ritorno degli sfollati, né che una delegazione sia diretta al Cairo per discutere i dettagli”. Al 159esimo giorno di guerra, l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi ha denunciato che “almeno un membro dello staff dell’Unrwa è stato ucciso e altri 22 sono rimasti feriti dopo che le forze israeliane hanno colpito un centro di distribuzione alimentare nella parte orientale di Rafah, nel sud della Striscia”. Mentre una seconda nave carica di aiuti umanitari, dopo quella di Open Arms, si sta preparando a partire da Cipro, l’esercito israeliano continua le operazioni militari nel sud, principalmente a Khan Yunis. Il premier Benyamin Netanyahu ha ribadito che l’operazione a Rafah è “necessaria per raggiungere gli obiettivi della guerra di Israele contro Hamas”. Ma lo scontro non si ferma nemmeno sul secondo fronte della guerra, quello al confine di Israele con il Libano. In un raid contro un auto è stato ucciso un miliziano di Hamas, Hadi Mustafa, che Israele ha definito “un elemento centrale nell’organizzazione terroristica di Hamas” che progettava “attentati anti-israeliani e anti-ebraici in diversi Paesi”.
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