Una mostra, aperta nella data
simbolica dell’8 Marzo e in programma al Museo della Città di
Rimini fino al 7 aprile, per riflettere sul tema e contrastare
la violenza sulle donne. Ribattezzata ‘Iosonote’, è un progetto
di Giovanna Delvecchio, Francesca Fattori, Chiara Pula e Barbara
Zavatta e vede esposti 24 fotografie di donne della comunità
riminese e delle Istituzioni alternando volti tumefatti delle
vittime a ritratti distinti da un trucco colorato e
scenografico.
Le donne ritratte, spiegano gli organizzatori della mostra
“hanno deciso di prestare il loro volto per veicolare un
messaggio: la violenza nei confronti delle donne non ha confini
sociali predefiniti, può colpire una chiunque di noi, è una
vicenda umana che tocca l’intimità di chi la subisce e troppo
spesso rimane invisibile, inaudita, un urlo silenzioso sommerso
dal chiacchiericcio di una società distratta. Volti tumefatti e
volti distinti da un trucco colorato e scenografico –
argomentano – si avvicenderanno, a celebrare la forza con cui le
donne contrastano unite gli abusi subiti, sostenendosi a vicenda
e resistendo”.
A prestare la loro immagine ai fotografi professionisti
Claudio Silighini e Stefano Ferroni e alla make-up artist,
Serena Di Paolo, 24 protagoniste tra cui la presidente
dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti; la
consigliera regionale del Pd Nadia Rossi, la presidente
dell’Associazione Albergatori di Rimini Patrizia Rinaldis, la
presidente del Rimini Calcio Stefania Di Salvo, oltre a
studentesse, professioniste, imprenditrice, giornaliste,
commercianti.
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