Il portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf), Avichay Adraee, nega le notizie apparse sui media arabi e palestinesi secondo cui le truppe dello Stato ebraico avrebbero ieri sera aperto il fuoco su persone in attesa di aiuti nella città di Gaza uccidendo 21 persone. “Le ultime notizie secondo cui le Idf hanno preso di mira decine di residenti di Gaza giovedì sera in un punto di distribuzione di aiuti umanitari non sono corrette”, afferma Adraee in una dichiarazione pubblicata sul suo account X. “Mentre le Idf esaminano i dettagli dell’incidente con la necessaria accuratezza, chiediamo ai media di agire allo stesso modo e di fare affidamento su informazioni affidabili in merito alla questione”, aggiunge il portavoce militare israeliano. Il Ministero della Sanità palestinese gestito da Hamas ha affermato che almeno 21 persone sono morte e altre 155 sono rimaste ferite in nuova strage di civili in attesa di aiuti che sarebbe avvenuta per mano delle forze dello Stato ebraico vicino alla rotonda del Kuwait, nella città principale della Striscia.
La ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha annunciato che il suo Paese ripristinerà i finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). Lo riportano i media arabi e australiani. La Wong ha detto che un nuovo accordo in tal senso è in fase di finalizzazione e che l’Australia ripristinerà i 6 milioni di dollari di finanziamenti che erano stati sospesi a gennaio in seguito alle accuse di Israele secondo cui il personale dell’Unrwa avrebbe partecipato ai massacri di Hamas del 7 ottobre. “La natura di queste accuse giustificava una risposta immediata e appropriata. Il miglior parere attualmente disponibile da parte delle agenzie e degli avvocati del governo australiano è che l’Unrwa non è un’organizzazione terroristica e che le garanzie aggiuntive esistenti proteggono sufficientemente i finanziamenti dei contribuenti australiani”, ha affermato la ministra. Diversi paesi hanno ripristinato i finanziamenti all’agenzia Onu: Canada, Svezia e Spagna, così come la Commissione europea. I fondi dell’Italia per l’Unrwa restano invece sospesi “finché non ci sarà un chiarimento e non sarà esclusa qualsiasi partecipazione ad attività terroristiche dei suoi dipendenti”, ha detto quattro giorni fa il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa alla Farnesina.
“Hamas continua ad avanzare richieste irrealistiche”. Lo ha fatto sapere l”ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota, riferendosi senza citarla alla proposta consegnata da Hamas ai mediatori dei negoziati per un accordo sullo scambio di prigionieri. “Un aggiornamento su questo tema – ha aggiunto la nota – sarà sottoposto domani al gabinetto di guerra e al gabinetto di sicurezza”.
Il destino dell’equipaggio del cargo Galaxy Leader dirottato a novembre dai miliziani Houthi filo-Iran nel Mar Rosso è ora nelle mani di Hamas. Lo ha dichiarato alla Cnn il portavoce degli Houthi Nasr Al-Din Amer: “La nave e il suo equipaggio sono nelle mani dei fratelli del movimento di resistenza di Hamas e delle Brigate Al-Qassam”, ha detto. Il Galaxy Leader era gestito dalla compagnia giapponese Nippon Yusen. Secondo la Ambrey Analytics, è di proprietà di Ray Car Carriers, un’azienda legata al cittadino israeliano Abraham Ungar. Dell’equipaggio fanno parte17 filippini, due bulgari, tre ucraini, due messicani e un rumeno.
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