Gianna Pentenero, 60 anni il prossimo giugno, conta una lunga esperienza in ambito politico e attualmente è assessora del Comune di Torino a lavoro, attività produttive, polizia municipale e politiche per la sicurezza, sistemi informativi, area metropolitana, coordinamento politiche per la multiculturalità. Con una formazione universitaria da educatrice, è la professione che Pentenero svolge al di fuori della politica.
Sindaca di Casalborgone (Torino), dai primi anni Novanta a inizio Duemila, era stata eletta in Regione nel 2005 e aveva lavorato come assessora all’Istruzione e alla formazione professionale nella Giunta Bresso. Rieletta nel 2010 nel consiglio regionale, lo era stata anche nel 2014, ricevendo nuovamente l’incarico di assessora a istruzione, lavoro e formazione professionale, in quel caso nella giunta Chiamparino.
“Ringrazio Valle e Gribaudo, perché non hanno mai giocato una partita individuale, ma hanno lavorato per unire. Il lavoro che hanno fatto è stato serio, importante e mirato a costruire: se così non fosse, io ora non sarei qui”. Questo l’esordio all’assemblea regionale del Pd della candidata presidente a sorpresa del partito alle prossime regionali, Gianna Pentenero, il nome sul quale si è ricompattato il partito in Piemonte. “Da questo momento – ha affermato Pentenero – ci attende un lavoro duro e complesso. Vorrei costruissimo questo percorso velocemente e tutti insieme, nella consapevolezza che ce la si può fare: nulla è impossibile”. Nel suo breve intervento, Pentenero ha ricordato di avere “già servito questa Regione con due grandi presidenti, Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino, e la città di Torino con il sindaco Stefano Lo Russo”. “In una situazione completamente diversa dall’attuale – ha rimarcato la neocandidata – abbiamo lavorato molto e molto costruito”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA