Il successo di pubblico, soprattutto
giovane, della mostra “Ukiyoe. Il Mondo Fluttuante. Visioni dal
Giappone”, visitabile fino al 23 giugno a Palazzo Braschi, ha
anche ispirato un riuscito drink e un dolce che riproduce la
Grande Onda di Kanagawa, celeberrima opera che conclude il
percorso espositivo. Si tratta del cocktail “Futon” e del dolce
“Matchamisù” proposto da Vivi nell’accogliente locale di
raccordo tra il museo di Roma e Piazza Navona, in occasione
della mostra dedicata alla cultura dello svago nel Paese del Sol
levante. Il drink “Futon”, ideato da Sara Paternesi, Head
Bartender di ViVi, è un cocktail a base di Roku gin al profumo
di fiori di ciliegio e tè verde, Sake Akafuji prodotto con il
miglior riso e acqua pura del monte Rokko, Lime, Sciroppo di
lemongrass e Spuma di bergamotto. Mentre il “Matchamisù”,
creato da Francesca Cascia, Pastry Chef di ViVi, è un omaggio al
tradizionale rito del tè giapponese, con una Crema tiramisù al
matcha, Biscuit al cacao con bagna al rum e Crumble al matcha
con cocco e cioccolato bianco. ViVi, Food & Lifestyle brand,
nasce dall’idea di due imprenditrici, Daniela Gazzini e Cristina
Cattaneo, che nel 2008 hanno deciso di cambiare vita e lavorare
insieme per realizzare il loro progetto di healthy food in
contesti di charme a Rom: parchi, musei, teatri e palazzi del
centro storico come appunto Palazzo Braschi e Palazzo Bonaparte.
Dal 2020 ViVi è una Società Benefit e dal 2022 aderisce al
movimento globale delle B Corp, avendo ottenuto la prestigiosa
certificazione.
Filo conduttore del percorso espositivo è il genere
artistico dell’ukiyoe, parola che significa “immagini del mondo
fluttuante” e intende restituire un ritratto culturale del
Giappone tra Seicento e Ottocento e testimonia lo scambio
artistico tra Italia e Giappone, la cui influenza sopravvive
ancora oggi attraverso manga, anime e un’estetica che ha
trasformato il nostro vivere contemporaneo.
L’esposizione “Ukiyoe. Il Mondo Fluttuante. Visioni dal
Giappone”, a cura di Rossella Menegazzo, è promossa da Roma
Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai
Beni Culturali ed è coprodotta e organizzata dalla
Sovrintendenza Capitolina e da MondoMostre, con il supporto di
Zètema Progetto Cultura. La mostra propone un percorso nell’arte
giapponese tra il XVII e il XIX secolo attraverso centocinquanta
capolavori firmati dai maestri del periodo Edo (1603 – 1869),
tra cui Kitagawa Utamaro, Katsushika Hokusai, Keisai Eisen e la
grande scuola Utagawa con Toyokuni, Toyoharu, Hiroshige,
Kuniyoshi e Kunisada. La forte influenza esercitata dall’arte
giapponese e dall’ukiyoe sulla cultura occidentale di fine
Ottocento e inizio Novecento viene restituita in mostra
attraverso il racconto dell’esperienza di due artisti italiani,
lo scultore Vincenzo Ragusa e l’incisore Edoardo Chiossone, che
furono invitati dal governo giapponese come formatori e
specialisti nei primi istituti di grafica e arte. La conoscenza
profonda del Giappone nei lunghi anni di permanenza permise loro
di diventare anche collezionisti, formando due tra i più
importanti nuclei di arte orientale in Italia, oggi conservati
presso il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova e
al Museo delle Civiltà di Roma.
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