“Se ci fosse un cambiamento nell’amministrazione americana, questo potrebbe avere delle conseguenze. Ma non dobbiamo essere ingenui. La sicurezza economica, l’autonomia strategica, la difesa comune sono i nostri obiettivi indipendentemente dai risultati delle elezioni americane”, ha proseguito il commissario. “L’Ue ha svolto un lavoro e un’attività comune formidabili con l’amministrazione Biden“, ha evidenziato Gentiloni, ricordando la cooperazione sulle politiche green e sulla tassazione internazionale. Il commissario Ue ha poi evidenziato la necessità di avanzare nell’Unione dei mercati dei capitali per colmare “la differenza nella forza dei mercati dei capitali in Europa e negli Stati Uniti”.
“La nostra forza risiede nella nostra unità e il nostro mercato interno è la nostra più grande risorsa economica. Dobbiamo sbloccare il potenziale di mercati dei capitali più profondi in Europa. Ora più che mai, dobbiamo dare alle imprese europee la possibilità di crescere attraverso l’innovazione e gli investimenti. Il completamento dell’Unione dei mercati dei capitali non è quindi un obiettivo in sé, ma un ingrediente fondamentale per sostenere gli interessi strategici più ampi dell’Ue e per contribuire a finanziare i nostri obiettivi comuni. Dobbiamo stabilire la sovranità finanziaria dell’Europa. Finora i nostri progressi non sono stati abbastanza rapidi, per essere diplomatici”, ha detto ancora Gentiloni.
“I mercati dei capitali sono fondamentali per mobilitare i massicci investimenti privati necessari per realizzare le transizioni verdi e digitali. Abbiamo stimato in 650 miliardi di euro il fabbisogno annuo di investimenti aggiuntivi fino al 2030 per la transizione verde e digitale, e nessuna delle due sarà ovviamente conclusa entro quella data. Sebbene stiano diventando più grandi, i mercati dei capitali dell’Ue rimangono relativamente piccoli e frammentati su base nazionale: in termini di quota del Pil, le loro dimensioni sono inferiori a quelle degli Stati Uniti e del Regno Unito – la capitalizzazione del mercato azionario è pari a circa il 55% del Pil per l’Ue; il 158% del PIL negli Stati Uniti e il 71% nel Regno Unito. Le imprese europee dipendono dai prestiti bancari per circa il 70% dei loro finanziamenti e dai mercati dei capitali per il restante 30%. Negli Stati Uniti, come sapete, è più o meno il contrario”, ha osservato il commissario.
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