Dopo la venticinquesima giornata, infatti, il Sudtirol era sest’ultimo, a 28 punti, tre di vantaggio sulla zona playout, solo cinque sulla retrocessione diretta. Il pareggio di Catanzaro, seppure senza essere riusciti a sfruttare l’uomo in più nell’ultimo quarto d’ora, aveva dato nuove certezze. E da quel momento la squadra di Valente ha iniziato a viaggiare a una media da playoff sicuri: 10 punti in 5 partite. Sabato il capolavoro con il 3-0 rifilato alla Cremonese, che sembrava lanciata verso la Serie A e che invece adesso vivrà il periodo di sosta con non pochi interrogativi. Il Suditirol è a un solo punto dal Brescia, ottavo e, quel che più conta, ha raddoppiato il vantaggio sulla zona playout rispetto appunto a cinque giornate fa. Il tesoretto di +6 consentirà a Casiraghi (vice capocannoniere del torneo con 10 rigori segnati su 14 gol) e compagni di poter recitare da mina vagante senza troppe pressioni, a cominciare dal match della ripresa a Pasquetta, quando andranno a visitare un Como che dovrà invece vincere a tutti i costi per non perdere contatto dalla corsa per il secondo posto.
La vera svolta in casa Sudtirol è arrivata con il mercato di gennaio. A fine dicembre s’era pensato anche a un secondo cambio in panchina: Valente non era ancora riuscito a firmare il cambio di rotta dopo l’esonero di Pierpaolo Bisoli. Ma a Bolzano le cose non vanno come altrove, cambiare allenatore è una sofferenza e già averlo fatto una volta era più che sufficiente. Si è optato quindi per la rivoluzione sul mercato di riparazione: via Lunetta, Siega, Cuomo, Ghiringhelli, Shiba, Heinz e Vimercati, dentro giocatori di esperienza, ma con ancora motivazioni sufficienti per stupire come Scaglia, Arrigoni, Molina, Kurtic e Mallamo. Fiducia a Valente, allenatore che il Sudtirol sta crescendo in casa. Segnalato dai vari osservatori che il club ha sparsi per l’Europa, l’allenatore italo-svizzero si era fatto apprezzare nei settori giovanili di Zurigo e Lucerna e in Germania in quello del Friburgo. La sua Primavera del Sudtirol giocava bene, dargli in mano la prima squadra poteva essere un azzardo e invece è stata la mossa giusta. Al Druso adesso non vedono solo attesa e ripartenze, ma anche una proposta di gioco cresciuta con il passare delle settimane. Ora il Sudtirol tiene il pallone anche più delle avversarie: un evento, se torniamo alla scorsa stagione. E i playoff sono comunque alla portata. Con un altro calcio.
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