La storia, accompagnata per la prima volta dalle numerose fotografie scattate da Terzani durante quel lungo anno di viaggio, prende spunto da un episodio avvenuto nella primavera del 1976, quando a Hong Kong un vecchio indovino avverte Terzani: “Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai”. Il giornalista non dimentica la profezia – che a modo suo si avvera in Cambogia, nel marzo ’93, quando un elicottero dell’Onu sul quale avrebbe dovuto viaggiare precipita – e la trasforma in quell’anno in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi. Nel 1993 Terzani decide di non prendere alcun aereo, senza per questo rinunciare a muoversi e a fare il suo mestiere di corrispondente. Ed è proprio in Un Indovino Mi Disse che per la prima volta osserva da vicino grandi temi come la corsa al consumismo, la fine delle diversità nel mondo e il misterioso rapporto dell’uomo con il proprio destino.
Spostandosi in giro per l’Asia in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi incontrerà il monaco buddista che lo indirizzerà verso la spiritualità a cui dedicherà gli anni successivi della sua vita. Muovendosi più lentamente, il giornalista e scrittore, autore di molti libri, tutti pubblicati da Longanesi, potrà osservare paesi e persone da una prospettiva spesso ignorata, ritrovando il gusto del viaggio e guidandoci alla scoperta di un continente in bilico tra passato e futuro.
Un indovino mi disse diventa anche un reading-spettacolo musicale, grazie alla produzione di Intesa Sanpaolo e The Italian Literary Agency.
Sul palco a dare la voce di Tiziano Terzani sarà Peppe Servillo con l’accompagnamento musicale di Natalio Luis Mangalavite. I primi due incontri saranno mercoledì 26 marzo a Torino, all’Auditorium Intesa San Paolo e giovedì 27 marzo a Milano, al teatro Franco Parenti.
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