Chi è il misterioso autore di successo che si cela dietro i noir di Liten?

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Liten è un’isola immaginaria tra la Svezia e la Danimarca, circondata da un mare plumbeo e con un’atmosfera in bilico tra l’isolamento e la furia dei social. Giovani insofferenti, anime in fuga, solitudini che si saldano in una comunità che è solo all’apparenza remota. Nel primo volume della serie firmata da Arwin J. Seaman, “Omicidio fuori stagione”, al centro del racconto e dell’indagine – condotta da un forestiero, l’ispettore della Scientifica di Malmö Henning Olsson, insieme con un fotografo strampalato, la sua algida ex fidanzata e la polizia locale – c’erano tre ragazze trovate morte in un lago. Il nuovo titolo, “Un giorno di calma apparente” (Piemme, pp. 336, € 18,90), comincia con la morte del giovane Åke, che precipita da una rupe mentre si riprende con il telefono, nel tentativo di imitare e portare all’estremo uno dei video di Malin, sua compagna di scuola, figlia del capo della polizia Owe Dahlber, una youtuber locale che è diventata una star del web con le sue cronache dall’isola e le sue macabre challenge. Il racconto, da qui, s’inoltra nella comunità dell’isola e fa tornare a galla amori e rancori mai sopiti.

Resta una curiosità. Chi è Arwin J. Seaman? Chi è lo scrittore o scrittrice italiano/a di successo – così lo presenta Piemme – che si cela dietro lo pseudonimo che sta dando vita a questo fortunato noir scandinavo? Quella che segue è una intervista all’autore/autrice misterioso/a, chiesta e concessa rigorosamente per iscritto. La sua identità è diventata il segreto meglio custodito della sua casa editrice. Nessuno la conosce, salvo l’editor della Narrativa.

Seaman, lei è un uomo o una donna?

«A questa domanda non rispondo».

Le origini, almeno?

«Vivo al Nord, ma le mie origini mi legano al Sud, dove coltivo legami e affinità».

Lo pseudonimo è un’esigenza o marketing?

«Esigenza, senza dubbio. Desiderio di sperimentare formule nuove rispetto a quelle già rodate, uscire dalla cosiddetta “comfort zone”».

La casa editrice la presenta come scrittore di successo…

«Il successo è una percezione soggettiva, da parte mia non avrei scelto questo termine, dato trovo scomodo il sentirmi “arrivato”. Tuttavia ho un riscontro di grande affetto da parte del pubblico, da cui immagino derivi la scelta dell’editore di riconoscermi una consolidata popolarità».

Seaman perché?

«Sono andato a lungo in cerca di un nome armonioso che fosse piacevole da pronunciare come da leggere. Arwin ha anche un retrogusto vagamente celtico che mi divertiva. Il cognome è stato più facile, perché desideravo che potesse evocare le atmosfere dei libri».

Si svelerà prima o poi?

«Penso di sì, mi piacerebbe portare a termine questo progetto e poi, finalmente, poterne parlare, anche con i miei lettori “abituali”».

Venendo alla serie… a proposito, è una serie?

«Il progetto originale prevede sei volumi, con una graduale rotazione del punto di vista. I protagonisti, i sei personaggi principali, sono sempre gli stessi, ciò che cambia è il loro peso all’interno di ogni singola vicenda. Liten stessa viene percepita diversamente a seconda degli occhi che la guardano. Nel primo volume della serie, Henning (l’ ispettore della Scientifica, ndr) la conosce poco e prova un’antipatia pregressa, dovuta anche ad alcune idee preconcette. Nel secondo volume, Malin (la youtuber locale, ndr) vi è nata e cresciuta, la conosce e la vive come una gabbia che la tiene prigioniera. Nel terzo volume, che sposta l’asse su Owe Dahlber (il padre di Malin, capo della polizia locale, ndr), vedremo una Liten più simile a un nido da difendere. Con questo, confermo che il terzo volume è già in lavorazione».

Perché un’isola?

«Può essere metaforicamente avvicinata al concetto di piccolo centro di provincia. Esistono molti generi di isolamento, basti pensare a quei paesi mal collegati con le grandi arterie, luoghi in cui, se non possiedi un veicolo, non hai modo di allontanarti. Per non parlare delle realtà montane, che possono rimanere isolate da un momento all’altro a causa dei fenomeni atmosferici. Il concetto di isola racchiude tutto quanto, la frustrazione come l’attaccamento al territorio».

E il Nord?

«Per amor del freddo. Caldo e freddo incidono sempre sulla natura e sugli umori di chi li abita. La narrazione algida degli scrittori scandinavi, per esempio, si contrappone a quella sanguigna tipica delle storie ambientate in Italia. Ho scelto di allontanarmi dal calore della nostra terra per capire se, prendendo le distanze, potessi muovere i personaggi per archetipi».

Su Liten si sente l’isolamento, meno l’isolazione. A causa o merito delle nuove tecnologie?

«In parte sì, eppure, devo ripetermi, in talune comunità montane l’isolamento viene considerato inevitabile, se non naturale. Internet e i social aprono una finestra, soprattutto per i giovani (che manifestano insofferenza anche su Liten), ma che non modifica lo stile di vita. Si verifica invece una coesione tra gli adulti, dovuta proprio al senso di appartenenza e all’essersi adattati all’isolamento».

Impossibile ormai isolarsi del tutto?

«Si tratta di una questione di volontà. Chi lo desidera può isolarsi, anche scegliendo l’alienazione. Sebbene i tempi siano in linea con il Grande Fratello di Orwell, uscire dall’area di sorveglianza è un attimo. Sta tutto nel volerlo».

Lei pratica l’isolamento?

«Quando ne ho l’occasione, lo pratico, anche per pochi giorni. Ma ripeto, è più un fattore mentale che fisico, basta spegnere il cellulare, scollegare il computer e metà del lavoro è fatto. Naturalmente spostarsi, scegliere una meta di piena quiete, aiuta, ma è tutta una questione di volontà. L’isolamento è principalmente interiore».

Liten vive l’abuso e la violenza dei social. Non le piace la società moderna?

«Trovo che la nostra società evolva e involva contemporaneamente. Abbiamo a nostra disposizione strumenti straordinari e ne facciamo un pessimo uso».

Giovani sull’isola inclusi. A proposito, lei ha figli?

«Ho figli e li ho già visti affrontare i marosi, che non sono, purtroppo, appannaggio dell’età adulta. Taluni giovani ne vengono travolti, altri si dibattono, altri resistono. A noi genitori l’ingrato ruolo di assistere e sperare che ciascuno trovi il proprio modo di restare a galla. Questa mia visione è ben delineata nella gioventù di Liten, ragazzi rassegnati all’immobilità, ribelli oppure determinati a creare il cambiamento, laddove tutto sembra rimanere uguale».

C’è spazio per l’amore su Liten?

«Non ho mai dato grandissimo spazio alle storie d’amore, nei miei scritti. Ma l’amore è, a tutti gli effetti, il primo motore e il cemento che tiene insieme Liten. Moltissime sono le forme con cui si esprime, alcune viscerali, altre deviate, altre ancora quasi irrintracciabili, ma è ovunque. Ciascun personaggio avrà almeno un’occasione per provarlo e praticarlo, e se giocasse bene le sue carte, in esso potrebbe trovare la salvezza».

E il mare, ben presente nei suoi libri, cos’è per lei?

«Un banale amore per il mare d’inverno, per le spiagge deserte in cui ci si può fermare ad ascoltarlo, per la forza primigenia che sprigiona in certe zone della Sicilia e della Calabria. Non l’ho mai trattato come un elemento del paesaggio e mai lo farò: il mio mare è un protagonista».

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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