La posta in palio renderà combattuta una sfida che ha contenuti tecnici per essere anche bella. Decisivo è che non sia come le ultime due, cioè condizionata in favore del Monza da una serie di gravissimi errori arbitrali. Il primo è stato commesso sul finire della stagione scorsa da Zufferli, che non ha visto una clamorosa trattenuta di Rovella ai danni di Ricci all’interno dell’area biancorossa, scatenando la furia di Buongiorno (come si vede nella foto sopra) e degli altri giocatori del Toro. In questa stagione, invece, Doveri ha sbagliato ad annullare un gol a Rodriguez – concesso e poi tolto dopo segnalazione del Var (non c’è il fallo di Zapata su Caldirola) -, e non ha sanzionato un chiaro rigore al 93’ per uno sgambetto di Gagliardini su Lazaro. Sviste costate care in entrambe le circostanze al Toro, fiaccato verso la corsa all’Europa da due pareggi che sarebbero facilmente potuti essere due vittorie: soprattutto nella passata stagione, poi, l’errore è stato pesantissimo perché tempo per recuperare non ci sarebbe stato.
Adesso c’è da scoprire se questo Toro – che in A con il Monza ha ottenuto due pareggi e una vittoria – è adeguato per andare nelle Coppe. In tante partite i granata hanno dimostrato di valere i primi posti, in altre sono emersi limiti superiori alle contendenti attualmente più avanti in classifica. Le occasioni sono spesso state tante, i gol però non proporzionali al numero di azioni offensive costruite. È invece funzionata la fase difensiva, come testimoniano i 14 clean sheet collezionati da Milinkovic-Savic. Ebbene, sabato 30 contro il Monza, Juric dovrà operare una sintesi tra le due fasi, studiando situazioni tattiche sorprendenti per la squadra di Palladino. Nome caldo per la sostituzione del croato, se come sembra il suo contratto non sarà rinnovato. Contro ci sarà la squadra più giovane arrivata in Serie A – questo è il secondo campionato nella storia, per il Monza – ma anche una società che ha investito per allestire una rosa immediatamente capace di agguantare le posizioni di media-alta classifica. Dopo lo scotto pagato con Stroppa in panchina a inizio ‘23 la quadra è stata trovata con Palladino, il quale in breve tempo ha conquistato l’attenzione di piazze importanti. Risultati positivi maturati in virtù di un portiere affidabile come Di Gregorio, grazie all’intensità di Pessina e ai colpi di classe di Colpani, i tre elementi di maggior spicco di un gruppo con tanti altri valori. Ai quali il Toro risponderà con una difesa guidata da Buongiorno, un centrocampo rotante attorno a Ricci e un attacco sormontato da Zapata.
Guardando alla storia dei confronti invece non c’è partita: 30 volte Toro e Monza si sono affrontate tra amichevoli e competizioni varie, e in una sola occasione i lombardi hanno vinto. Episodio raro al punto da meritare un breve approfondimento. È il 3 giugno del 1990, e il Toro già promosso in Serie A perde 2-0 nell’allora Brianteo. Decide una doppietta di Bivi che consente al Monza di andare allo spareggio per non retrocedere, ma non di evitare la discesa in C dopo la sconfitta per 1-0 contro il Messina.
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