Il Gruppo Caffe’ , composto da circa 700 membri che si riconoscono nell’opera e nell’esempio dell’economista, ha scelto i premiati tra illustri personaggi che si sono distinti nel campo della politica economica, della impresa e del giornalismo.
“Julian e Navalny – ha detto ancora la moglie dell’attivista australiano parlando con l’ANSA – sono nella stessa posizione, entrambi sono prigionieri politici e per questo ho anche criticato Ursula von der Leyen che ha difeso solo Navalny. In questi anni – ha proseguito – sono stata spaventata per la vita di Julian, c’erano dei segnali che mi hanno fatto temere per lui”. “Julian dovrebbe essere libero – ha detto ancora Stella Assange – e non avrebbe dovuto passare nemmeno un giorno in prigione. L’ho incontrato ieri mattina e ogni giorno per lui è una sofferenza perché si trova da cinque anni in un carcere di massima sicurezza”. “Per Julian ci sono giorni più facili e giorni più difficili”, ha spiegato ancora. La donna non è però voluta entrare nel merito degli ultimi possibili sviluppi della vicenda che riguarda Assange.
“Preferirei non parlare di questa cosa – ha detto – e lasciare la parola agli avvocati. In ogni caso ci saranno ulteriori sviluppi in seguito”. “Il nostro appello è di liberare Julian, farlo tornare a casa e di restaurare i nostri principi democratici” ha comunque ribadito Stella Assange, tornata a chiedere da Perugia la scarcerazione del marito. “L’incarcerazione di Julian non è solo qualcosa che va contro i valori democratici, ma va molto più in là e attacca tutto il nostro sistema”, ha proseguito. Per Stella Assange c’è però anche la voglia di guardare a futuro. Immaginandolo insieme al marito. “Quando Julian tornerà libero – ha detto – passeremo del tempo insieme, mangeremo insieme e staremo insieme godendoci la libertà”.
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