“Non aveva le dotazioni di sicurezza”
Chokri Bouhal non avrebbe avuto le dotazioni di sicurezza previste per i lavori in quota. Secondo quanto affermato dal fratello, Bouhali non indossava né l’imbracatura né il casco ed è scivolato dal tetto in pendenza facendo un volo di oltre 9 metri. Un amico che si trovava sul posto ha dato immediatamente l’allarme. Il fratello di Chokri è arrivato con un piccolo motocarro e l’ha portato sulla strada principale dove nel frattempo era arrivata l’ambulanza. Inutili le manovre di rianimazione, Bouhali è spirato poco dopo.
Cisl Liguria “necessaria più prevenzione”
“Genova piange un’altra vita persa sul posto di lavoro. È una strage che i ripetuti appelli al rispetto delle norme sulla sicurezza e all’aumento delle ispezioni, evidentemente, non riescono a fermare. Oggi è il giorno del dolore: la famiglia della Cisl si stringe attorno a quella del lavoratore morto a Pegli”. Così i una nota il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri e il responsabile Ast Cisl di Genova Marco Granara. “Quello di oggi non è solo un lutto che colpisce l’intero mondo del lavoro: è un fatto indegno di un Paese civile. Siamo convinti che sia necessario investire di più in prevenzione, aumentando il numero di ispettori e favorendo i buoni contratti di lavoro a scapito dei contratti precari – conclude la nota -. È molto importante, poi, sia fidelizzare i lavoratori e le lavoratrici, coinvolgendoli nei processi decisionali delle aziende, facendoli contare di più di quanto non avvenga oggi, sia favorire la cultura della sicurezza e della legalità nelle aziende, negli enti formativi e nelle scuole”.
Uil “ora basta, subito misure serie”
“Basta incidenti mortali sul lavoro: occorre investire in prevenzione, ispezione, formazione”. Così in una nota Emanuele Ronzoni, commissario straordinario Uil Liguria e Mirko Trapasso, segretario generale Feneal Uil Liguria commentano la morte dell’operaio caduto dal tetto di un fabbricato. “Nella giornata in cui si sono riunite in assemblea a Firenze i nostri rappresentanti per la sicurezza sul lavoro, un operaio muore a Genova a causa di una caduta dall’alto. Siamo stanchi di fare la conta ogni mese dei lavoratori che perdono la vita a causa della rincorsa al profitto. In attesa di comprendere quali siano state le cause dell’infortunio mortale di questo pomeriggio, e che si faccia luce sull’inquadramento del lavoratore deceduto, occorre aprire un tavolo di confronto con le istituzioni locali per perseguire ogni condotta che pregiudichi la salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro”. Secondo la Uil “occorrono misure di legge serie e le istituzioni locali dovranno sollecitare insieme a noi un Governo ancora troppo tiepido sul tema. Occorre introdurre subito l’omicidio sul lavoro e creare una procura speciale che si occupi degli incidenti mortali – scrive Uil – tutte misure forti ma che servono a mettere davanti a tutto la vita delle persone, altro che profitto. Chiediamo il rispetto dei contratti di riferimento, formazione, contrasto al lavoro nero, grigio e risorse a disposizione per una lotta senza quartiere alle irregolarità degli appalti a cascata.
Cgil ‘la strage sul lavoro non si ferma’
“La strage sul lavoro non accenna a fermarsi, l’anno scorso a Genova sono stati registrati 6 infortuni mortali sul lavoro, quest’anno secondo gli ultimi dati Inail disponibili sono già due in pochi mesi”. Così la Cgil Genova e Fillea Cgil Genova e Liguria commentano la morte di un’operaio di circa 45 anni a Genova Pegli dopo essere caduto da un ponteggio da oltre tre metri. La Cgil esprime “sentite condoglianze ai parenti e ai colleghi della vittima”. Per il sindacato “le responsabilità della strage sono precise: mancanza di investimenti per la prevenzione, il controllo e la repressione uniti alla spasmodica rincorsa del profitto al quale sono assoggettate le imprese, gli effetti del subappalto a cascata. Perciò la Cgil ha chiesto l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro”. Proprio oggi a Firenze si sono riuniti i delegati di Cgil e Uil sui temi della sicurezza sul lavoro e sono state calendarizzate due mobilitazioni: la proclamazione di sciopero Cgil e Uil per l’11 aprile e la manifestazione nazionale del 20 aprile organizzata da Cgil e Uil sui temi di salute, sicurezza e fisco.
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