Prezzi alle stelle e dubbi intermediari. Ecco come funziona il gran bazar mondiale dei proiettili per sostenere Kiev
Le cause dell’indebolimento sono identiche a quelle che si vedono nelle trincee: la fine degli aiuti statunitensi e i progressi di Mosca, sia nei numeri che nella qualità degli armamenti. Il problema più urgente sono le munizioni per la contraerea: le forze di Kiev stanno rimanendo a secco. Se trovare proiettili per l’artiglieria oggi è difficile, reperire altri missili terra-aria per proteggere i cieli è diventata una missione impossibile. I costi sono enormi: gli intercettori dei Patriot hanno prezzi superiori ai due milioni e mezzo di euro ciascuno, che raddoppiano nelle versioni più sofisticate. I tempi di produzione sono lenti: dalla firma dei contratti alla consegna ci vogliono almeno due anni. E le richieste ormai sono schizzate alle stelle. Il conflitto in Medio Oriente e i venti di guerra che soffiano sull’Europa hanno spinto tutti gli Stati maggiori a ordinare questi sistemi, considerati prioritari per la sicurezza nazionale. Nel Mar Rosso la sfida delle marine occidentali contro gli Houti sta consumando una quantità di missili anti-aerei senza precedenti.
Un singolo cacciatorpediniere dell’Us Navy da ottobre ne ha lanciati duecento; il “Diamond” britannico ha esaurito tutti i cinquanta a bordo; la fregata francese “Languedoc” ha dovuto fare sosta a Gibuti per riempire l’arsenale quasi vuoto. Oggi le scorte disponibili nei Paesi dell’Ue, chiamati a supplire alla defezione statunitense sul fronte ucraino, sono veramente scarse: negli ultimi vent’anni nessuno minacciava i cieli del Continente e questi carissimi apparati, inutili nelle spedizioni contro le guerriglie jihadiste, sono stati dimenticati.
Esemplare il caso dell’Italia, rimasta soltanto con cinque batterie Samp-T per proteggere l’intera nazione. Dopo l’invasione dell’Ucraina c’è stata la corsa a chiederne altri: “C’è un senso d’urgenza, il fattore tempo è diventato fondamentale e in certi casi conta quanto la competitività sui prezzi”, ha sottolineato ieri Giovanni Soccodato, amministratore delegato per l’Italia del gruppo europeo Mdba, che realizza gli Aster per i Samp-T di Odessa e per molte delle navi impegnate nel Mar Rosso. Dal 2021 le commesse di Mdba Italia sono quadruplicate, passando lo scorso anno a 2.381 milioni, ma i piani per ampliare le linee di montaggio devono seguire le solite procedure burocratiche d’autorizzazione da parte di una pletora di enti e nessuno può prevedere quando entreranno in funzione. Non si tratta di un’eccezione: tutta l’Unione è nelle stesse condizioni, con la produzione rimasta ai sonnolenti ritmi di pace.
Questa situazione spinge generali e ministri a tenersi strette le riserve, limitando le donazioni a Kiev. Italia e Spagna continuano a cedere solo vecchi ordigni Aspide destinati alla rottamazione. La Germania invece ha mandato due moderni sistemi Patriot e sta completando la costruzione di sei Iris-T per l’Ucraina ma ora fatica a stare dietro alle richieste di munizioni: un anno fa è stato firmato l’ordine per mille nuovi missili, con una spesa di 5,5 miliardi, ma ci vorranno molti mesi prima che siano pronti. E non ci sono più ricambi per gli apparati di origine sovietica, spina dorsale dello schermo ucraino, che ora si cerca di adattare a lanciare intercettori della Nato: li chiamano “sistemi Frankenstein”. La manutenzione di radar e rampe di tanti modelli diversi è un incubo: ogni guasto significa rinunciare per mesi alla postazione. Ed ecco che i raid russi trovano sempre più varchi.
Il Cremlino ha imposto un’economia di guerra, che violando l’embargo riesce ad assemblare masse crescenti di ordigni sofisticati. I cruise che hanno distrutto la centrale idroelettrica sul Dnipro sono stati filmati mentre nella fase terminale del volo sganciano tanti piccoli fuochi: sono inganni termici, che deviano le testate degli Stinger portatili usati dagli ucraini. E ieri i comandanti di Mosca hanno sincronizzato l’attacco, con armi meno moderne che hanno aperto la strada a quelle ipersoniche in modo da aumentare le chance di arrivare a segno. Tanti segnali di una primavera terribile sul fronte orientale.
VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…
VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…
VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…