La vita artistica di Maurizio Pollini, nato nel 1942 e cresciuto a Milano, è stata sempre strettamente legata al Teatro alla Scala, dove debuttò sedicenne nel 1958 eseguendo in prima assoluta la Fantasia per pianoforte e strumenti a corda di Ghedini diretto da Thomas Schippers e dove tornò due anni più tardi, reduce dalla vittoria a Varsavia, con il Primo Concerto di Chopin diretto da Celibidache, e poi costantemente per oltre 150 tra recital e concerti da solista o coi direttori più importanti, a cominciare dall’amico Abbado. Egli stesso si è misurato anche come direttore d’orchestra, anche nella lirica.
Impossibile dire dove e con chi ha suonato Pollini in oltre 60 anni di attività; sarebbe un elenco lunghissimo che comprende tutte le maggiori sale da concerto del mondo, le orchestre e i direttori. Ha inciso decine di Cd e vinto premi di prestigio internazionale così come ha ricevuto numerose onorificenze.
Diplomato al conservatorio di Milano, Pollini vinse nel 1960 il prestigiosissimo concorso pianistico Chopin e iniziò una lunghissima e prestigiosa carriera dando spazio nel suo repertorio anche alla musica contemporanea. Proprio alla musica di Schoemberg era dedicato l’ultimo concerto in cui si è esibito alla Scala, il 13 febbraio dello scorso anno mentre il suo debutto fu il 10 ottobre 1958 con l’orchestra della Scala diretta da Thomas Schippers. “Uno dei grandi musicisti del nostro tempo e un riferimento fondamentale nella vita artistica del Teatro per oltre cinquant’anni” lo ricorda in una nota la Scala. “Il Sovrintendente Dominique Meyer, il Direttore Musicale Riccardo Chailly, i professori dell’Orchestra e i lavoratori scaligeri – prosegue la nota -sono accanto alla moglie Marilisa, al figlio Daniele e a tutta la famiglia”. Solitamente la camera ardente viene aperta alla Scala per gli ex sovrintendenti e gli ex direttori musicali, ma vengono fatte eccezioni per personalità di straordinario spessore che hanno un significato particolare per il teatro.
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