Su delega della Procura, i carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina hanno notificato un’ordinanza, emessa dal gip di Roma, che dispone misure cautelari nei confronti di 8 persone di cui 4 arresti e 4 obblighi di presentazione in caserma.
Recuperati e sequestrati circa 400 pezzi tra gioielli, pietre preziose, brillanti e orologi in parte riconosciuti dal proprietario della gioielleria.
A finire in manette i tre autori materiali del furto e una donna che si sarebbe occupata di impegnare i gioielli in cambio di denaro. Disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di gioielli e monili per 120mila euro.
L’indagine dei carabinieri, durata circa tre mesi, è partita dopo il furto commesso grazie a un buco aperto nel muro attiguo al negozio. Una volta dentro i banditi hanno aperto la cassaforte contenente gioielli per un valore complessivo di circa 800.000 euro. Fondamentali le geolocalizzazioni e le intercettazioni telefoniche per stanare la banda.
I gioielli sono stati rinvenuti nel corso delle 13 perquisizioni in cui stati rinvenuti un’ingente e sofisticata strumentazione tecnica di alto livello, chiavi rudimentali autocostruite e diverse centinaia di chiavi da duplicare (grezze), attrezzatura adatta a riprodurre qualsiasi tipo di chiave cilindro europeo incluso, fiamme ossidriche, piedi di porco, endoscopio auricolare wifi (telecamera di piccole dimensioni utilizzata per ispezionare l’interno delle serrature), 15.000,00 euro in contanti, ventose di grosse dimensioni idonee a trasportare pesanti lastre di cristallo e parte dell’abbigliamento indossato durante i sopralluoghi e il furto nella gioielleria di via Bocca di Leone.
Dei tre uomini arrestati, autori materiali del colpo, due si erano occupati di entrare nel negozio praticando un buco nella parete confinante con un piccone e di aprire la cassaforte con la fiamma ossidrica mentre un terzo, finito ai domiciliari, faceva da palo.
A quanto ricostruito subito dopo il furto gli autori hanno diviso il bottino. Alcuni lo hanno affidato a fedeli ricettatori che vendevano ‘porta a porta’ i pezzi. In altri casi, invece, la refurtiva è stata ‘monetizzata’ impegnandola in società specializzate oppure ceduta a Compro oro quando gli oggetti erano destinati alla fusione per ricavarne piccoli lingotti.
Tra gli arrestati ci sono un 65enne romano, già coinvolto in indagini per furti in appartamenti e gioiellerie portati a termine con la ‘tecnica del buco’ e con l’utilizzo di fiamma ossidrica nel 2004 in una villa a Porto Cervo, nel 2006 in una gioielleria di Terni, nel 2016 e 2020 in appartamenti a Roma, e due fratelli romani, di 57 e 55 anni, il primo esperto nel settore delle serrature e già noto perché coinvolto in analoghe indagini e il secondo incensurato, insospettabile.
Sottoposti a obbligo di presentazione in caserma altre quattro persone per ricettazione.
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