(di Gian Mario Sias)
Riti che rinsaldano il legame con
la tradizione e l’identità culturale, figlie di stratificazioni
antichissime, capaci di sprigionare un fascino e una capacità
attrattiva eccezionali, che finiscono per associare uno dei
momenti religiosi più importanti dell’anno, la Pasqua, con
l’inizio della stagione turistica e l’arrivo dei visitatori,
richiamati dallo spettacolo di processioni, funzioni e
manifestazioni di straordinario effetto scenico e di fortissimo
impatto.
Ma la Settimana Santa in Sardegna è soprattutto fede,
comunità, paesi e città che si raccolgono in preghiera,
rinnovando rituali che si ripetono identici da secoli. Penombre,
invocazioni, rievocazioni quasi teatrali, per accompagnare la
collettività in un clima mistico che prepara gli animi al
miracolo della Resurrezione e al sentimento della speranza. Da
nord a sud, la Settimana Santa accomuna diversi centri
dell’isola, ma ognuno segue un proprio canovaccio. La Setmana
Santa di Alghero, tra le più conosciute e seguite, ha origini
catalane. Si inizia dal venerdì che precede la domenica delle
Palme, con la processione dell’Addolorata, e si conclude a
Pasqua con l’Encontre. Il momento più toccante è il rito del
Desclavament, la deposizione del corpo di Cristo, accompagnato
in processione per le vie cittadine, rese livide dai grandi teli
rossi che coprono l’illuminazione pubblica.
Una Via Crucis simile si celebra a Santu Lussurgiu, mentre si
canta il Miserere per Su Nazarenu. La Settimana Santa a
Castelsardo tocca l’apice al Lunissanti. Prima che sia giorno, i
confratelli celebrano nella chiesa di Santa Maria i riti che
precedono la processione verso la basilica di Nostra Signora di
Tergu. Spostandoci più a est, riecheggia il canto corale a
tasgja di Aggius, che rievoca la Passione coi simboli dei sette
misteri portati in processione dai cori polifonici a cuncordu.
Anche nell’Oristanese il clou è al martedì con le diverse
processioni dei Misteri, cui si unisce Sassari, dove sfilano
cinque antiche statue raffiguranti gli eventi della Passione,
accompagnate dal rullo dei tamburi.
Anche Cagliari inizia dal venerdì precedente la Domenica
delle Palme. A Villanova i simulacri dei Misteri sostano davanti
a sette chiese, per poi ripetersi il martedì successivo a
Stampace. Il giovedì veste il lutto anche Sant’Efisio,
protettore della città, che parte dalla sua cappella per
compiere il “giro delle sette chiese”, rito che accomuna
tantissimi centri.
Fede e suggestione si fondono a Iglesias, che il giovedì
pomeriggio rievoca la Passione e imbandisce la tavola per
l’Ultima cena, la Chenapura Santa. Il venerdì mattina si parte
dal rione Costera e si simula l’ascesa del Calvario, mentre di
sera Su Scravamentu precede il corteo funebre.
Il venerdì santo a Cuglieri gli uomini camminano per le
strade del centro portando le candele mentre le donne cantano i
gosos della Madonna addolorata e il Miserere.
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