«Il rifiuto dell’università di Torino di partecipare al bando Maeci e l’annuncio delle dimissioni del rettore dell’Università di Bari dal suo incarico in Med-Or, fondazione di Leonardo Spa, mostrano – prosegue Cambiare Rotta – che il boicottaggio accademico sta dando i suoi frutti e che si può porre fine alla criminale complicità del nostro sistema formativo con la barbarie del genocidio in Palestina e delle guerre». Cambiare rotta ha proclamato per domani alle 12 un «contro-Senato accademico: tutti in presidio per chiedere che il Senato delle 14 accetti le rivendicazioni degli studenti in mobilitazione». Gli studenti chiedono anche un confronto pubblico con la rettrice, Antonella Polimeni. I ragazzi al momento – una sessantina – sono all’interno del rettorato, nell’atrio dell’aula magna dell’ateneo romano.
Solo venerdì scorso la ministra dell’Università Anna Maria Bernini aveva incontrato gli 85 rettori aderenti alla Conferenza dei rettori dopo le proteste che hanno infiammato le università italiane contro Israele accusato dagli studenti per «il genocidio a Gaza». Dopo il giornalista Parenzo contestato proprio a La Sapienza, è toccato pochi giorni fa al direttore de La Repubblica Molinari, impossibilitato a prendere la parola alla Federico II di Napoli.
A Bologna nel corso di un corteo dei collettivi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, mercoledì scorso, ci sono stati scontri tra forze dell’ordine e studenti che hanno sfilato urlando “Boicotta Israele”. Poche ore prima, l”università di Torino aveva deciso di non partecipare al bando 2024 per la cooperazione scientifica con Israele: il Senato accademico ha votato a maggioranza una mozione che ritiene non opportuna la partecipazione visto il protrarsi della situazione di guerra a Gaza.
Una decisione arrivata dopo un’assemblea con gli studenti del collettivo ‘Cambiare Rotta’ e ‘Progetto Palestina’, che hanno chiesto o un confronto sul tema, interrompendo una seduta del Senato accademico. E 1.700 tra docenti e ricercatori di tutta Italia, tra cui 60 torinesi, hanno inviato nelle scorse settimane una lettera al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nella quale chiedono la sospensione del bando per la cooperazione tra istituzioni italiane e israeliane in materia di ricerca scientifica. «Chiediamo che la cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra le università e i centri di ricerca italiani e israeliani venga sospesa – hanno scritto i firmatari – con lo scopo di esercitare pressione sullo stato di Israele affinché si impegni al rispetto del diritto internazionale tutto, come è giustamente richiesto a tutti gli stati del mondo».