Il playground di Secondigliano non è il primo rapporto con lo sport dell’associazione: «Con la Federazione Tennis – continua Filippi – lo scorso 17 luglio abbiamo inaugurato un campo a Rebibbia, sul quale da pochi giorni si sono conclusi corsi gestiti da istruttori federali. Nei prossimi giorni ho in agenda un incontro con il presidente della Federvolley Manfredi. Questo di Secondigliano con la Federbasket è soltanto la prima collaborazione, vorremmo replicare questa idea a breve nel carcere di Catanzaro e poi altrove. Lo sport non può che essere al centro dei nostri progetti per portare benessere a chi si trova a dover vivere i propri giorni chiuso in carcere e deve fare i conti con il pericolo della noia; la situazione all’interno non è sempre semplice da gestire ma devo dire che finora ho trovato grande disponibilità, in primis al carcere di Secondigliano».
Il progetto della riqualificazione del playground è stato avviato lo scorso autunno, ha visto l’inizio del cantiere a metà febbraio ed è stato portato a termine la scorsa settimana. Un contributo tangibile e concreto di Responsabilità Sociale e realizzato peraltro a chilometri zero,visto che c’è stato l’intervento di un’azienda di Napoli che in Campania si è già occupata della messa a nuovo di diversi campi. La prima parte dei lavori, che prevedeva la rimozione dal campo di detriti ed erbacce, è stata effettuata invece da alcuni detenuti dell’Istituto di Secondigliano.
Tra i presenti alla conferenza stampa di presentazione del progetto anche Giovanni Russo, capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria: «Nel 2024 all’interno dei nostri Istituti si sono verificati 24 suicidi: l’unico dato in comune di queste tragedie è che nessuno di questi detenuti praticava sport. Attraverso la pallacanestro, e quindi lo sport, si possono mettere in atto politiche atte a prevenire il disagio psicologico che poi può sfociare in un suicidio. Questo campo offrirà ai detenuti l’opportunità di imparare di nuovo a rispettare le regole attraverso le figure degli arbitri e degli allenatori, insegnerà a confrontarsi tra loro con energia ma sempre nell’ambito del rispetto che è alla base dello sport».
Alle parole di Russo ha risposto il presidente della FIP Gianni Petrucci: «Siamo noi che dobbiamo ringraziare voi per questa opportunità e non il contrario. Spesso i nostri pensieri, all’interno della Federazione, corrono al campo e al risultato sportivo da raggiungere per esempio con le nostre Nazionali, ma questa iniziativa di concreta responsabilità sociale la volevamo fortemente e siamo veramente felici di averla portata a termine insieme a voi».
Tra gli interventi anche quello di Lucia Castellano, Provveditrice dell’Amministrazione Penitenziaria della Regione Campania: «Noi abbiamo un mandato importante, visto che in regione ci sono oltre 7.000 detenuti. Tutte persone che hanno diritto, che per noi è un dovere, di disporre di una giornata piena, il che signifi ca costruire in sicurezza un percorso fatto anche di attività sportive».
Il campo è stato subito inaugurato con un 3 contro 3 particolare: alcuni detenuti hanno sfidato una rappresentanza della Gevi Napoli, accompagnata dal presidente Federico Grassi. A rappresentare l’altra squadra campana della Serie A, la Givova Scafati, il gm Alessandro Giuliani.
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