Gli azzurri sono primi nel Gruppo A con 14 punti, davanti all’Irlanda a quota 13 e alla Norvegia a 9, ma dopo avere disputato una partita in meno, alla Lettonia (7), Turchia (6) e San Marino (0). All’andata Turchia-Italia è finita 0-2 per la squadra del ct Carmine Nunziata. In vista di Norvegia-Italia del 10 settembre prossimo e di Italia-Irlanda del 15 ottobre, cioè delle sfide contro le concorrenti dirette per le qualificazioni agli Europei, per gli azzurri è prioritario vincere contro la Turchia in modo da affrontare le prossime partite con più serenità.
Come rimarca il ct Nunziata, è “una partita fondamentale per il nostro cammino. Sarà quindi difficile ma ci può dare qualcosa in più: serviranno grande mentalità e intensità”. Nell’ultima sfida contro la Lettonia è arrivata la vittoria per 2-0, ma per il mister azzurro “la Turchia è una squadra diversa dalla Lettonia perché ha più qualità. Sono una formazione forte, che gioca a calcio, che ti viene addosso, aggressiva, e che ha cambiato sistema di gioco rispetto alla gara di andata. Quindi qualche accorgimento abbiamo cercato di prenderlo”.
Osserva sempre Nunziata: “Contro la Lettonia mi è piaciuta l’interpretazione in campo di quello che avevamo provato in allenamento, ovvero la doppia ampiezza e il giocare fra le linee. Spero che la squadra continui a farlo. Quello che non mi è piaciuto sono le due-tre ripartenze che abbiamo preso perché eravamo messi male nelle marcature preventive e i due minuti di approccio a inizio partita, dove se avessimo preso gol saremmo andati in difficoltà”.
L’allenatore aggiunge: “È normale che ci vogliano delle punte che fanno gol, ma alla fine anche tutta la squadra che li mette nelle condizioni per farlo. Serve una fase offensiva in cui tutti si aiutano, più palle arrivano in mezzo all’area e più le punte hanno possibilità di fare gol. La stessa cosa vale per la fase difensiva: per questo io sono contento”.
A scanso di equivoci, nessuno dei giocatori azzurri ha la maglia da titolare garantita: “Ho sempre pensato che la Nazionale sia come una porta girevole, tutti possono entrare e tutti possono uscire – puntualizza il ct -. Di solito si scelgono i giocatori più meritevoli che magari in quel momento stanno meglio fisicamente. La Nazionale è così, non ci si può fermare solo a un gruppo e basta, ma è giusto che venga chi è bravo e lo dimostra. Anche chi magari in questo momento è fuori non lo deve restare per forza”.
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