Ibra, come ha spiegato chiaramente Cardinale un mese fa a Londra, avrà un ruolo chiave nella costruzione del nuovo Milan: «Mi sono affidato a Zlatan per raccogliere opinioni, prospettive e consigli sull’idea del cambiamento in campo. Lui mi permette di vivere negli Usa, ma di essere a Milano, perché ha l’autorità di parlare a mio nome con chiunque al Milan». Non sarà ufficialmente un dirigente del Diavolo, ma lo svedese agisce come se lo fosse, già da diverso tempo. Il suo ritorno, tramite RedBird, è datato 11 dicembre. Dopo alcune settimane di studio, Ibra ha iniziato a vivere intensamente la quotidianità del Milan. Certo, si è tenuto lo spazio per le sue attività imprenditoriali, ma non ha fatto mancare la sua presenza al fianco della società, di Pioli e della squadra. Spesso presente a Milanello e molte volte in trasferta, in particolare insieme al direttore dell’area tecnica Moncada, Ibra nei prossimi sarà chiamato a dare la propria opinione su diverse decisioni fondamentali che dovrà prendere il club rossonero.
Innanzitutto è chiaro che lo svedese dirà la sua sulla questione allenatore. Finora, in un paio di occasioni, Ibra si è esposto a difesa di Pioli. Il rapporto fra i due è ottimo, Zlatan giudicherà senza pregiudizi. È chiaro che molto passerà dai risultati di fine stagione, però Ibra sa bene quanto Pioli abbia inciso sulla rinascita del Milan e cosa potrà ancora dare ai giocatori. Opinione sull’allenatore della prima squadra, ma Ibra dirà la sua anche sulle scelte tecniche per le altre formazioni rossonere, in particolare l’eventuale Under 23: la scelta più logica, sarebbe quella di promuovere Abate – pure lui legato a Zlatan – che bene sta facendo con la Primavera e già conosce tutti i talenti sotto contratto. Lo svedese poi sarà sicuramente coinvolto da Furlani, Moncada e D’Ottavio sul mercato ed è assai probabile che Ibra raccolga in un certo senso l’eredità di Maldini, mettendoci la faccia, forte della sua storia calcistica, per convincere i giocatori a sposare il progetto rossonero. Ed è ovvio che la prima indicazione sarà per il futuro numero “9”.
A proposito di novità, dal primo aprile il club rossonero avrà un nuovo osservatore, Wes Beuvink. Ad annunciarlo è stato il Groningen, visto che il Milan accoglierà fra le proprie file l’ormai ex capo scout del club olandese. La curiosità? Beuvink ha solo 25 anni e da quattro guidava gli osservatori del Groningen.
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