Concorso docenti 2024, boom di promossi allo scritto: prova troppo facile? | Il Ministero respinge le accuse e pubblica i quiz

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Ma il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ci sta e replica duramente: “È di tutta evidenza la grande superficialità di chi ha inteso giudicare il livello di difficoltà dei 650 quesiti basandosi esclusivamente sulla conoscenza del contenuto di due, tre di questi, scelti forse non casualmente fra i più semplice”, si legge in una nota di Viale Trastevere.

 

Quasi tutti promossi, ma con punteggi abbastanza bassi

 

Ma il Ministero, oltre a respingere al mittente le accuse, ha mostrato anche come l’altissimo tasso di promozioni non significhi automaticamente che i quesiti proposti fossero di facile soluzione. Tanto è vero che, la maggior parte di quelli che sono passati allo step successivo, si è piazzata negli scaglioni più bassi di punteggio. Ad esempio, sui 44.615 ammessi all’orale per la scuola dell’infanzia e primaria, il 61,19% – pari a 27.299 aspiranti maestre e maestri – ha riportato un punteggio compreso fra 70 e 81, mentre solo il 4,13% (1.844 degli ammessi) ha totalizzato fra 91 e 96 e appena lo 0,44% (196 degli ammessi) ha raccolto fra 97 e 100 punti. Qualcosa di simile è avvenuto nelle prove per la scuola secondaria: sui 197.894 ammessi agli orali il 52,38% (103.652 candidati) ha riportato un punteggio compreso fra 70 e 81, il 6,20% (12.267 degli ammessi) ha preso fra 91 e 96, solo lo 0,65% (1.277 aspiranti docenti di scuole medie e superiori) ha conseguito tra 97 e 100 punti.

 

Da Viale Trastevere, inoltre, hanno voluto precisare che “le critiche mosse si fondano esclusivamente su notizie riportate da alcuni siti di informazione scolastica che, a loro volta, hanno pubblicato il contenuto di un numero esiguo di quesiti (due o tre) resi noti da qualche concorrente al termine delle prove”. Quando, invece, le prove scritte hanno previsto la somministrazione a ciascun candidato di 50 quesiti a risposta multipla che, moltiplicati per 13 turni di esame (tre per il concorso della scuola dell’infanzia e primaria e dieci per la scuola secondaria), fanno 650 quesiti complessivamente elaborati e oggetto di prova.

 

Come erano i quiz? Il Ministero riporta alcuni esempi per giudicare

 

E per convincere i più scettici, dal Ministero sono arrivati pure degli esempi concreti di quanto detto. Con la pubblicazione di una selezione di domande: una “batteria” di 50 quesiti per la prova scritta della scuola dell’infanzia e un altro set di 50 domande per la prova della scuola secondaria, evidenziando quelli che, anche a giudicare dal numero delle risposte esatte fornite dai partecipanti, sono da considerare particolarmente ostici.

 

Qualche esempio? Come riportato dal sito specializzato Skuola.net, per la primaria (e l’infanzia) sono state bollate come complicate una domanda sullo studio della memoria e del problem solving in relazione alla prospettiva cognitivista e un’altra sul concetto di memoria di lavoro (working memory) proposto dallo psicologo britannico Alan Baddeley. Addentrandoci di più tra le domande del documento, avrebbe dovuto dar del filo da torcere agli aspiranti maestri anche un quiz sul primo ideatore della proposta pedagogica della Philosophy for Children, Matthew Lipman. O, ancora, il test su Powtoon, uno strumento web based che permette di creare presentazioni animate in stile cartoon, o quello sul corretto uso – in inglese – della preposizione “unlike”.

 

Venendo, poi, alla secondaria, anche in questo caso – secondo il MIM – non sono mancate domande spinose. Come quella sul significato delle “funzioni esecutive”: processi complessi che permettono di mettere in atto comportamenti flessibili e diretti a un obiettivo. O come quella sul modello di memoria di Atkinson e Shiffrin. Ma tra i quiz da incubo ci sarebbero molti altri quesiti. Da quello sull’imprinting secondo Lorenz oppure, testuale, quello che cita: “A che cosa si riferisce l’espressione “imparare insegnando” (chiamata anche learning by teaching)?”. Forse anche un non addetto ai lavori avrebbe potuto intuire che si tratta di “un processo per cui gli studenti sono coinvolti in azioni di insegnamento e attraverso tale azione sviluppano un apprendimento significativo, che porta a una comprensione duratura”. Ma, allo stesso tempo, almeno un’altra opzione di risposta avrebbe potuto trarre in errore. Per l’inglese, infine, sono state segnalate come ostili le domande sull’uso del verbo “to look forward to” (non vedere l’ora) e dell’avverbio “obviously”.

 

Una risposta, quella di Viale Trastevere, che si chiude con una nota polemica: “Una informazione come quella apparsa su alcuni media, palesemente superficiale – hanno ribadito dal MIM – contribuisce a creare un clima di discredito qualunquistico verso le istituzioni”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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