Il segretario dem chiama in causa il premier. Fratoianni attacca: “Vicini alla detenuta italiana, non la abbandoniamo nonostante l’assenza dell’esecutivo”. Donzelli (FdI): “Non la assolvo ma governo farà possibile per difenderla”
“Il trattamento riservato a Ilaria Salis è un’esibizione di arroganza che Orban indirizza al nostro Paese e a tutti agli ordinamenti che rispettano i diritti delle persone. Questo non è un episodio della politica interna italiana e nessuno ha interesse a strumentalizzare la situazione di una concittadina trattata indegnamente, la questione è di rapporti tra Stati e la premier Meloni dovrebbe rigettare questa vera e propria provocazione, questo insulto che arriva da Budapest direttamente a Roma”. Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico.
“Inizia l’udienza del processo a Ilaria Salis, di nuovo in manette e catene”, scrive sui social il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, presente all’udienza del processo. “Insieme ad Ilaria Cucchi – prosegue – siamo in quest’aula di Tribunale a Budapest per seguire l’udienza del processo di Ilaria Salis, ancora una volta entrata con manette e catene. Siamo qui per mostrare a Ilaria e alla sua famiglia – aggiunge il leader di SI – tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Per mostrare che la Repubblica italiana non abbandona le proprie cittadine, nonostante l’assenza della maggioranza e del governo Meloni. Perché è necessario – conclude Fratoianni – difendere lo stato di diritto, difendere la libertà e i valori dell’Europa, e affinché la nostra concittadina possa tornare a casa”.
Dalle file di Fratelli d’Italia arriva la replica di Giovanni Donzelli all’opposizione. “Spetta a noi cercare di difendere i nostri concittadini a prescindere da qualunque comportamento abbiano avuto all’esterno. Non mi sento di assolvere automaticamente il comportamento della Salis su quello che è successo. Però è una cittadina italiana e il governo farà tutto il possibile per difenderla”, spiega il deputato. Ancora in catene? “Ricordo che anche in Italia Tortora era stato portato in catene in tribunale. La giustizia italiana è andata avanti, c’è un altro rispetto, e noi siamo orgogliosi di questo”, sottolinea.
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