Un centrista come ormai non se ne vedono più, Joe Lieberman, morto oggi a 82 anni, dopo una caduta nella sua casa del Bronx. Aveva servito tre mandati al Senato nelle fila dem e un quarto da indipendente: eletto, nonostante avesse perso le primarie, col voto di repubblicani e indipendenti dopo il voltafaccia del suo partito in Connecticut, scontento del suo sostegno all’invasione dell’Iraq del 2003 e a quella guerra sempre più impopolare.
Al Senato è rimasto complessivamente 24 anni: dal 1989 al 2013, avvicinandosi nell’ultimo periodo al repubblicano John McCain, suo caro amico, tanto da sostenerlo alle presidenziali 2008 contro Barack Obama. Un legame forte, il loro, tanto che per un breve momento McCain ipotizzò anche di sceglierlo come vice: atto che nel sistema bipartitico americano sarebbe stato davvero rivoluzionariao. McCain finì per scegliere la governatrice dell’Alaska Sarah Palin, espressione dei Tea Party, e perse le elezioni.
Lieberman si considerava un democratico centrista e ha sempre sostenuto i valori cardine del suo partito come il diritto all’aborto, la protezione dell’ambiente, i diritti dei gay e il controllo delle armi. Ma più di una volta scelse di allontanarsi dall’ortodossia democratica, in particolare con posizioni aggressive sulla politica estera. Fu d’altronde anche un grande fustigatore di costumi: fra i più feroci critici dell’ex presidente Bill Clinton all’epoca dello scandalo di Monica Lewinsky, collaborò pure con l’attivista conservatore William Bennett per eliminare sesso e violenza da film e nei videogiochi. Ebreo ortodosso, celebrava lo Shabbat evitando qualunque impegno dal tramonto del venerdì a quello del sabato.
Il suo passaggio dall’essere numero due del democratico Al Gore nel 2000 – che lo scelse soprattutto per prendere le distanze dallo scandalo Clinton – a sostenitore di alto profilo del candidato repubblicano John McCain, otto anni dopo, non ha eguali nella recente politica americana: all’epoca definì Obama “un giovane dotato ed eloquente” cui mancava l’esperienza necessaria alla Casa Bianca.
Di recente aveva co-presieduto No Labels, un’organizzazione che ha tentato di reclutare candidati che potessero essere in grado di sfidare il presidente Joe Biden e il suo rivale Donald Trump, senza evidentemente riuscirci. “Il Connecticut è scioccato dall’improvvisa scomparsa del senatore Lieberman. In un’era di fotocopie politiche, era una figura singolare. Uno di uno” è il ricordo del senatore dem Chris Murphy che oggi detiene il suo ex seggio.
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