A 26 anni da compiere (il prossimo 21 novembre), il greco si trova di fronte alla possibilità di un trasferimento da decine di milioni di euro e l’occasione di poter firmare il contratto più importante della sua carriera. Coronando un percorso iniziato dal basso. A 16 anni ha lasciato il Bebides 2000, academy di Salonicco (sua città natale), per trasferirsi in Germania ed entrare nel settore giovanile del Bochum. Con enorme successo, visto che ha continuato a segnare guadagnandosi l’esordio in Zweite Liga ancora 17enne e nell’estate 2017 la chiamata del Borussia Dortmund, che lo ha fortemente voluto per la seconda squadra, nella quale militava anche un altro super talento come Alexander Isak, oggi al Newcastle. Sognava il salto in prima che però non è mai arrivato, così è ripartito dall’Olanda alla ricerca di spazio, trovandolo al Willem II e, dal 2021, all’AZ Alkmaar, che ancora una volta ci ha visto giusto: aveva appena ceduto Boadu al Monaco, ha scelto Pavlidis per sostituirlo. Un esborso di un paio di milioni, ripagati (finora) con 74 gol in neanche tre anni.
Pascal Jensen – allenatore che ha passato la mano dopo tre anni – ha plasmato una punta che vive per il gol, che corre 11 km di media a partita. È ambidestro e in gioventù ha coperto diverse zone di campo: nelle giovanili del Bochum ha fatto l’ala, il trequartista, la mezzala. Il suo terreno di caccia resta però l’area di rigore. Bastano i numeri: In Eredivisie segna un gol ogni due partite (79 in 157 presenze), l’AZ con lui in campo parte già dall’1-0 se calcoliamo le 74 reti e i 25 assist in 129 presenze. Le sue movenze hanno colpito anche un maestro come Louis van Gaal, che lo ha incensato e se lo sarebbe portato volentieri in nazionale, se ne avesse avuto la possibilità. Lo ha blindato la Grecia, già dal 2019, ma non è riuscito a replicare i numeri che ha a livello di club (6 gol in 36 partite): nel doppio playoff di qualificazione a Euro 2024 non è stato chiamato in causa nemmeno per un minuto. Non è uno che si abbatte facilmente, anzi: lungo tutta la sua carriera ha mostrato che l’attitudine al lavoro non gli è mai mancata. Ecco perché ancora oggi ha un allenatore privato, Apostolis Mastranestis, che lo segue da quando aveva 13 anni: lo visita in Olanda una volta al mese proponendo allenamenti specifici. I miglioramenti non sono passati inosservati in Italia: il Bologna pensa a lui per il dopo Zirkzee, Lazio e Napoli ce l’hanno da tempo sul taccuino, è anche in orbita Milan. L’ennesimo gioiello della bottega AZ ha colpito nel segno. Anzi, essendo un fanatico del bowling, si può dire abbia fatto strike.
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