Il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, attraverso i social, interviene sul tema per sottolineare la posizione del governo.
“Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l’italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l’arte, la musica italiana, se i genitori saranno coinvolti pure loro nell’apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate. È in questa direzione che noi intendiamo muoverci”, chiarisce con un post su X.
La dichiarazione arriva all’indomani della diffusione di un’analisi del portale Skuola.net sul numero crescente di alunni stranieri nelle scuole italiane. Una presenza sempre più numerosa, riferiscono i dati del portale degli studenti che parlano di classi sempre più multietniche. Casi come la scuola di Pioltello, dove il 43% degli alunni è di origine non italiana, non sono isolati. Soprattutto in Lombardia, la regione che conta il numero più alto in assoluto di questi studenti: ben 222.364, che rappresentano un quarto del totale presente in Italia. Qui, come in altri territori, è molto comune non riuscire a rispettare quanto le norme caldamente suggeriscono: tenere la quota di alunni stranieri sotto il 30% per classe. Questo limite spesso e volentieri viene superato.
Come mostra l’analisi fatta dal portale Skuola.net sulla base degli ultimi dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito – relativi all’anno scolastico 2021/2022 – le situazioni di sovraffollamento di alunni di origine non italiana nelle nostre scuole sono, infatti, molto diffuse. A livello nazionale, il 6,8% delle classi – circa 1 su 15 – ha un quota di alunni stranieri superiore al 30%. Con un picco ulteriore dell’11,2% nella scuola primaria. Inoltre, va annotata la costante crescita del fenomeno: il dato era del 5,3% poco più di cinque anni fa.
“Gli alunni di cittadinanza non italiana rappresentano il 10% della nostra popolazione scolastica: 872.000 studenti che chiaramente non si prendono la briga di distribuirsi in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il che vuol dire trovarsi di fronte a situazioni in cui rappresentano la maggioranza o quasi degli studenti presenti, accade in una classe su 25, oppure che non ce ne sia nemmeno uno, come avviene in un caso su 5. Non potendo spostare gli alunni come frigoriferi per renderne omogenea la distribuzione, in alcune zone è impossibile non trovarsi di fronte a situazioni come quella della scuola del Pioltello. I problemi, almeno dal punto di vista didattico, nascono soprattutto quando gli alunni di origine non italiana non hanno competenze linguistiche adeguate al livello scolastico a cui sono giunti”, commenta Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.
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