La professoresssa Stefania Morsanuto e una sua studentessa
La stanza multisensoriale del RENLAB dell’Università Digitale Pegaso presso il Dipartimento di psicologia e scienze della formazione diretto dal professore Francesco Peluso Cassese, è riconosciuta tra le prime realtà accademiche europee per la ricerca nell’approccio multisensoriale. Grazie agli strumenti tecnologici a disposizione, domotizzati fra loro, nella stanza è possibile realizzare protocolli di intervento specifici e personalizzati, adattabili per intensità e frequenza, con l‘obiettivo di suscitare una risposta comportamentale significativa da parte della persona. “Dal momento del concepimento – spiega sempre Morsanuto – il cervello umano è biologicamente predisposto ad essere modellato dall’esperienza attraverso la formazione delle sinapsi. In base a questo principio, abbiamo sviluppato un ambiente che mira a stimolare i sensi al fine di generare risposte positive nelle persone in condizioni di demenza, autismo, disabilità cognitive, disturbi da stress post-traumatico, lesioni cerebrali, burn-out professionale e miglioramento dell’apprendimento didattico. Le esperienze sensoriali influenzano diversi aspetti della nostra vita, compresa la motivazione, gli atteggiamenti, le emozioni, l’apprendimento, le attività motorie e il nostro benessere generale. Il livello di performance individuale è il risultato degli stimoli e delle opportunità offerte dall’ambiente circostante. La stimolazione multisensoriale, se adeguatamente dosata in termini di frequenza, intensità e durata, può agire sull’attività cerebrale e favorire la formazione di nuovi percorsi neurali nel cervello, contribuendo così a migliorare i processi di apprendimento”.
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