Libano e dopoguerra a Gaza: Biden cerca di convincere Israele

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L’amministrazione Biden che si prepara ad accogliere la delegazione israeliana a Washington nella settimana che inizia ha sul tavolo due priorità: raffreddare il confine Nord di Israele e discutere del destino di Gaza, dall’operazione di terra a Rafah — che la Casa Bianca non vuole — alla forma da dare al dopoguerra.

Il fronte libanese ribolle. Sabato mattina un’esplosione ha ferito — in maniera non grave — tre osservatori della Untso, l’organizzazione Onu per la supervisione della tregua, e il loro interprete libanese: erano in una missione di osservazione a piedi a ridosso del confine tra Israele e Libano, vicino a Rmeich, villaggio libanese cristiano, una delle poche zone in quell’area non totalmente controllate da Hezbollah. I media libanesi puntano il dito su Israele, Israele nega di aver sparato con un drone. Non è la prima volta che personale delle Nazioni Unite finisce sotto il fuoco che l’Idf e il Partito di Dio si scambiano ormai da cinque mesi oltre la Linea blu, ma è una ulteriore escalation che preoccupa europei e americani. Gli scontri non sono più limitati a un raggio di 4-5 km lungo il confine, entrano in profondità sia in territorio israeliano che libanese — i primi hanno colpito fino e oltre Baalbek — e alzano il rischio di incidenti. E il ministro della Difesa israeliano Gallant non fa mistero della volontà di incrementare gli attacchi per costringere i miliziani libanesi a Nord del fiume Litani. Ma è un’operazione che non può avvenire manu militari se non al prezzo di una guerra aperta con il Libano. Per evitarla, dallo scorso novembre l’inviato di Biden, Amos Hochstein, fa la spola con Beirut per cercare un accordo sui confini terrestri che ricalchi quello raggiunto sui confini marittimi tra Libano e Israele. Un’intesa di massima sarebbe anche possibile, dicono fonti della sicurezza libanese, ma senza un cessate il fuoco permanente a Gaza Hezbollah non accetterà nessun accordo.

La tregua, dunque, e il dopoguerra sono gli snodi cruciali. L’Egitto assicura che i negoziati tra Israele e Hamas riprenderanno in queste ore, ma è a Washington che si disegna il perimetro del futuro.

Durante la visita negli Stati Uniti Gallant ha proposto la creazione di una forza di sicurezza araba a cui affidare per un periodo temporaneo la sicurezza nella Striscia: è il piano americano fin dagli inizi del conflitto, una forza multinazionale a guida araba, magari sotto egida Onu, che consenta una graduale transizione del potere nelle mani di un’Autorità palestinese riformata. Gli americani sembrano guardare con fiducia alle prime mosse del nuovo premier palestinese Mohammad Mustafa, che ha formato il nuovo esecutivo e che — secondo fonti Usa sentite da Politico — potrebbe porre fine a quello che gli israeliani chiamano il “pay for slay”, il controverso sistema di pagamenti che l’Anp versa alle famiglie dei martiri e dei detenuti palestinesi, anche quelli che hanno commesso atti di violenza contro Israele. Una riforma su cui si negozia da anni e che metterebbe l’Anp di Mustafa nelle condizioni di assumere il governo di Gaza. Ma prima bisogna arrivare al cessate il fuoco. La situazione umanitaria nella Striscia è catastrofica, ieri ci sono stati altri almeno 5 morti per il caos generato da spari durante la consegna degli aiuti. Hamas non cede sugli ostaggi israeliani e Netanyahu non arretra sull’operazione di terra a Rafah.

Solo dopo si potrà costruire un’architettura di sicurezza che metta d’accordo israeliani e palestinesi. Hamas ha già fatto sapere che non vuole nessuna forza araba di interposizione, ritenuta una “trappola”: per i miliziani islamisti significherebbe perdere definitivamente il controllo della Striscia o impegnarsi in una disperata guerriglia contro altri soldati arabi. Israele invece, secondo l’agenzia Maan, punterebbe a creare una zona cuscinetto vicino al confine, estesa su circa il 16% del territorio di Gaza. Biden dovrà districarsi in questo puzzle.

La frattura del voto all’Onu, dove per la prima volta gli Usa si sono astenuti sul cessate il fuoco, ha raffreddato ulteriormente i rapporti con Netanyahu. Ma pochi giorni fa la Casa Bianca ha approvato l’invio di altre forniture di armi a Israele, 1.800 bombe MK84 e 500 MK82, la scorsa settimana era stata avviata la consegna di 25 F-35, a ribadire il sostegno dell’alleato, un gesto che l’amministrazione farà pesare nei colloqui per cercare una via d’uscita dalla guerra

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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